- R.S.P.P. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per datori di lavoro) - 16 ore, 2 giornate
- R.L.S. (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) - 32 ore, 4 giornate
- Primo soccorso e Antincendio
CONTRO LA MANOVRA
FINANZIARIA DEL GOVERNO NON PERMERTTEREMOTAGLI SULLE BUSTE PAGA DEI LAVORATORI
E DELLE CATEGORIE PIU’ DEBOLI
NO AI TAGLI AI SERVIZI SOCIALIAL TENORE DI VITA DI MILIONI DI CITTADINI
NO AI TAGLI ALLA RICERCA ALLA SCUOLA
ALLA CULTURA ALLO SVILUPPO
PIU’ SOVRANITA’ =ZEROTAGLI
La CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDAaderisce alla Manifestazione
del 25 giugno 2010 che è una vera mobilitazione popolare contro una Manovra
Finanziaria iniqua e pericolosa che - con la motivazione reale della crisi
internazionaleche ha già travoltola Grecia – finisce pernon incidere nei veri meccanismi di spesa ormai sopraogni limite e fuori controllo al punto
cheil debito pubblico dell’Italia è tra
i più alti a livello europeo.
La Manovra -che dovevaoperaretagli verticali ai privilegi dei ceti
politici, degli alti funzionari dello Stato, dei dirigenti delle Banche e delle
grandi Aziende e che doveva colpire l’altissima evasione e le rendite
parassitarie- si rivela una manovra contro i ceti medio/ bassi della
popolazione.
Il Governo mette le mani nelle tasche
dei lavoratori, facendo cassa con i loro stipendi.
Pesantissimo l’attacco ai lavoratori
statali, degli Enti Locali, della Scuola, dell’Università, della Ricerca e
delle Fondazioni Culturali e della Sanità: al congelamento della contrattazione
sia nazionale che integrativa, si aggiunge il blocco
degli scatti di anzianità e la riduzione delle finestre per i pensionamenti. Il
risultato di questi interventi sarà un impoverimento delle retribuzioni, che colpirà
soprattutto i più giovani che in Sardegna fanno parte
della schiera dei disoccupati- il 16 % della popolazione attiva, di cui il 42 %
uomini ed il 46 % donne.
Una manovra che non agisce sullo sviluppo e che
non dà risposte alle centinaia di migliaia di precari che sono ormai la
costante del mondo del lavoro globalizzato, dove regna solo il profitto e si
dimentica che “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la
persona, nella sua integrità … L’uomo, infattiè
l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale“.
Una
Manovra che su 25 milioni di euro riesce a recuperarne solo il 60 %, facendo
sconti solo ai ricchi, ai politici, ai burocrati, alle Banche e aidirigenti aziendali;
mentre colpisce pesantemente i lavoratori.
I
tagli che questa Manovra Finanziaria del Governo Berlusconi -Tremontiimpongono al sistema
delle Autonomie Locali (Regioni-Provincie e Comuni) sono talmente pesanti che
gli stessi Presidenti di Regione della Maggioranza di Governo, a cui si sono associati
all’unanimità tutti gli altri Presidenti e Sindaci,l’hanno bocciata, avvertendonela palese
incostituzionalità.
E’ ora di dire Basta alle Manovre Finanziarie lacrime e sangue sulla pelle
dei più deboli. A pagare sono sempre gli stessi: i lavoratori e le fasce di
popolazione che hanno necessità assoluta dei servizi sociali erogati dagli Enti
Locali a cui si tagliano indiscriminatamentei capitoli dispesa.
Le
vicende delle lotte dei lavoratori di Pomigliano
hanno messo in evidenza come il lavoro, l’occupazione
sono diventate merce di scambio e come pericolosamente i lavoratori sono sempre
più esposti al ricatto: "Se vuoi lavorare devi accettare limitazione ai
tuoi diritti fondamentali: al diritto di sciopero, ai permessi per Malattia, alla
pausa mensa, etc. oppure, com’è il caso dei lavoratori delle Aziende
Petrolchimiche in Sardegna, il ricatto si fa pesante sul piano dei rischi nei
posti di lavoro,delle malattiee
dell’inquinamento in vaste zone del territorio intorno alle Fabbriche.
Invece
di privare la Sardegna dei Fondi FAS per lo sviluppo delle aree
sottosviluppate, distraendo ingenti somme a favore delle Gare di Vela alla
Maddalena, ilGoverno
Centrale e quello Regionale dovrebbero rendere conto dei ritardi del
completamento della Strada Sassari/Olbia e si dovrebbero vergognaredi tagliare
sull’assistenza
ai disabili (L.162), sulle maestre di sostegno e sul contributo di
accompagnamento dei veri invalidi. Ci sono ingiustizie palesiin Sardegna: mentre si getta l’allarme
sulle casse regionali vuote, e si taglia sulla sanità minacciando la chiusura
di cliniche importanti per il servizio ai malati nei territori, si continua a
ricompensare una parte di Gerarchia ecclesiastica confermando i 9 milioni di
euro per un collegio privato tutto d’oro, dove gli universitari pagheranno 600
euro di retta, mentre il Campus universitario dell’ERSU è ancora fermo al palo.
MA LA SOLUZIONE VERA AI MALI DELLA SARDEGNA E’ IL
RECUPERO DELLA PROPRIA SOVRANITA’NOSUSARDUSDEPEUS ESSI MERIS IN DOMU E IN TERRA NOSTRA .
PARTECIPIAMO
ALLA MANIFESTAZIONE CON LE NOSTRE BANDIERE
APPUNTAMENTO A CAGLIARI IN PIAZZA
GARIBALDI VENERDI’ 25 GIUGNOORE 9 (riferimento Edicola )
Cagliari,18/06/2010IL CONSIGLIO NAZIONALE DELLA CSS
La CSS celebra i
suoi 25 anni - di Francesco Casula
La Confederazione Sindacale
Sarda compie 25 anni: li celebrerà il 20 Febbraio
prossimo al Caesar’s Hotel di Cagliari. Tra gli ospiti ci saranno rappresentanze
di sindacati etnici italiani (Il valdostano SAVT),e europei (Corsi, baschi, galeni e
catalani). La CSS è nata il 20 Gennaio 1985: è il
terzo Sindacato etnico in Italia dopo quello valdostano (fondato nel 1952) e
quello Sudtirolese (ASGB) nato nel 1978. Nel Convegno –fra l’altro- verrà commemorato Eliseo Spiga, l’ideatore della CSS e il
primo segretario generale.Il sindacato etnico sardo –o della Nazione sarda, come ama definirsi- nasce per difendere i sardi sia
come lavoratori –salario, occupazione, orario e condizioni di lavoro- sia come
sardi e dunque nella loro dimensione culturale e linguistica. Di qui la
battaglia del Sindacato sardo a favore del Bilinguismo. Anche in forte polemica
con i Sindacati italiani -CGIL-CISL-UIL in primis- contesta duramente il tipo
di sviluppo e di industrializzazione che lo Stato –con
la complicità delle classi politiche sarde e degli stessi sindacati- ha imposto
alla Sardegna negli ultimi 50 anni, uno sviluppo tutto giocato sulla
petrolizzazione dell’Isola e sulle industrie nere e inquinanti, che hanno
devastato il territorio senza peraltro creare né occupazione, né prosperità e
benessere. La grave crisi in atto ne è la testimonianza più ecclattante. Di
contro sostiene, la necessità di costruire una economia
nazionale sarda, procedendo a una riappropriazione di tutte le risorse dell’Isola,
per gestirle e valorizzarle direttamente. A questo punto l’economia sarda
potrebbe confrontarsi con le altre economie non più come produttrice di materie
prime o come mera sede di intraprese multinazionali,
ma come creatrice di prodotti finiti. Per iniziare così a rompere quel
meccanismo infernale, che gli economisti chiamano “lo sviluppo ineguale” per cui
la Sardegna – e molte zone del Sud- produce ed esporta semilavorati (per es.
petrolio raffinato, a basso valore aggiunto),mentre importa prodotti finiti (per
esempio medicine, prodotti della chimica farmaceutica, ad alto valore aggiunto):
in questo scambio ineguale, la Sardegna continua a impoverirsi e il Nord Italia,
dove si fanno le ultime lavorazioni, si arricchisce vieppiù. Per convincersi di
questo meccanismo basta guardare guardare i recenti dati
ISTAT per quanto attiene al PIL ma non solo, aderisce allo Sciopero Generale ed
alla Manifestazione del 5 febbraio 2010 per un NUOVO SVILUPPO DELLA SARDEGNA,
ponendo con forza l‘urgenza e la necessità che il Popolo Sardo si doti di un
Nuovo Statuto di sovranità in forza del suo essere Nazione all’interno dell’Europa
dei Popoli. Il vecchio modello di sviluppo è in crisi irreversibile e i
risultati drammatici dei 150 mila disoccupati, dei 350 mila sardi che vivono al di sotto della soglia della povertà, degli 11 mila
lavoratori in cassa integrazione, delle 600 e più imprese che hanno dichiarato
lo stato di crisi ne sono la prova certificata del fallimento. Non c’è settore
produttivo dall’industria all’agricoltura, dal commercio all’artigianato che
non denunci la propria difficoltà. L’Università, la Scuola, la Formazione, la
Ricerca, la Sanità, i Trasporti sono in crisi ed i
giovani sardi riprendono la via dell’emigrazione. E’ il fallimento della stessa
Autonomia della Sardegna che tutti noi sardi dobbiamo
avere il coraggio di archiviare come esperienza storica definitivamente
conclusa per aprire oggi con questa manifestazione di popolo una fase nuova di
rapporto con lo Stato Italiano e soprattutto con L’Europa. Dobbiamo riprenderci
il potere di decidere e riaffermare la nostra SOVRANITA’:
1.Condividiamo
l’obiettivo unitario di un Nuovo Statuto della Sardegna, elaborato
dall’Assemblea Costituente Sarda se così, come negli auspici, deciderà il Consiglio
Regionale, diversamente si è pronti ad organizzare con
modalità alternative l’elezione di una Assemblea Costituente oppure un
referendum sulla sovranità della Sardegna, come sta avvenendo in questi mesi
nella vicina Catalogna. Un Nuovo Statuto Sardo con nuovi e più ampi poteri in
un quadro europeo dove il riconoscimento di status di insularità
della Sardegna sia preludio all’affermazione della Nazione Sarda in una Europa
dei Popoli libera e democratica;
2.Il
secondo obiettivo condiviso è la rivendicazione di un Nuovo Sviluppo della
Sardegna con le specificità presenti nella Piattaforma confederale alla base
dello Sciopero Generale dal riequilibrio territoriale tra aree interne e
costiere all’esigenza della necessità della realizzazione di un federalismo interno
che veda la Pubblica Amministrazione,a partire da
quella adeguatamente riformata della Regione,come elemento cardine di
promozione di sviluppo secondo il principio di sussidiarietà;
3.3.Un
piano pluriennale per il lavoro e per lo sviluppo locale con un welfare
regionale moderno, attento alle esigenze e bisogni dei soggetti più deboli
della popolazione, un nuovo sistema creditizio, ma soprattutto nuovi
investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali come il trasporto
locale, le infrastrutture stradali, portuali e aeroportuali, respingendo come
ingiusto il patto di stabilità che attualmente è un
vero e proprio imbroglio e impedimento alla crescita e sviluppo della nostra
isola;
4.Un
nuovo piano energetico basato sulle fonti rinnovabili (solare, eolico e
fotovoltaico) e reti diffuse del metano, un ripensamento e rimodulazione di un
sistema produttivo industriale rispettoso dell'ambiente non inquinante e meno energivoro; il rilancio del turismo, la difesa e
valorizzazione dell’ambiente il rifiuto netto al nucleare, lo smantellamento
dei poligoni e delle servitù militari; la promozione
dello sviluppo rurale, una vera e propria riforma dell’agricoltura,
dell’allevamento e della pesca, legati all’agroalimentare e all’industria della
conservazione e trasformazione dei prodotti, promossi con i marchi DOC, DOP e
IGP.
5.La valorizzazione della formazione, della
scuola, dell’Università e della ricerca; la difesa e la valorizzazione della
cultura e lingua sarda come elemento di sviluppo e identità.
AUTODETERMINATZIONEDE SU POPULU SARDUSVILUPPUTRABALLUISTATUTUSARDIGNA
LIBERA E SOBERANA
La Confederazione Sindacale
Sardaaderisce
allo Sciopero Generaleed alla
Manifestazione del 5 febbraio 2010 per un NUOVO SVILUPPO DELLA SARDEGNA, ponendo
con forza l‘urgenza e la necessità che il Popolo Sardo si doti di un Nuovo
Statuto di sovranità in forza del suo essere Nazione all’interno dell’Europa
dei Popoli. Il vecchio modello di sviluppo è in crisi irreversibile e i
risultati drammatici dei 150 mila disoccupati, dei 350 mila sardi che vivono al di sotto della soglia della povertà, degli 11 mila
lavoratoriin cassa integrazione, delle
600 e più imprese che hanno dichiarato lo stato di crisi nesono la prova certificata del fallimento. Non
c’è settore produttivo dall’industria all’agricoltura, dal commercio all’artigianato
che non denunci la propria difficoltà. L’Università, la Scuola, la Formazione, la Ricerca, la Sanità, i Trasporti sono
in crisi ed i giovani sardi riprendono la via
dell’emigrazione. E’ il fallimento della
stessa Autonomia della Sardegna che tutti noi sardidobbiamo avere il coraggio di
archiviare come esperienza storica definitivamente conclusaperaprire
oggi con questa manifestazione di popolo una fase nuova di rapporto con lo
Stato Italianoe soprattutto con
L’Europa. Dobbiamo riprenderci il potere di decidere e riaffermare la nostraSOVRANITA’.
Consiglio Nazionale
della
CONFEDERAZIONESINDACALESARDA
Santa giusta (OR) – Sabato 30 Gennaio 2010 -
ore 9.00
·Presentazione
·Maurizio Pallante - “La decrescita felice
ed il dopo sviluppo: una proposta per la Sardegna”;
·Roberto Spano - “Un esperienza vissuta di decrescita felice,
ragionando sul libro di Eliseo Spiga - Manifesto delle comunità di Sardegna:
per un economia felice e ricca di futuro”;
·Sergio Diana - “Una rete sarda per il dopo sviluppo:
esperienze in campo”;
·Dibattito
Øadesione allo Sciopero Generale della Sardegna e alla Manifestazione
del 5 Febbraio 2010;
ØElezione quinto componente Commissione Garanzia;
ØPresentazione del
programma della Festa dei 25 anni della CSS del
20.02.2010
Il Segretario Generale, la Segreteria, la Direzione, il Consiglio Nazionale e la Commissione di Garanzia, l’Ufficio Studi G.M. Angioy e tutte le iscritte ed iscritti della CSS, unitamente alle Federazioni Territoriali e di Categoria, si stringono attorno ai parenti e piangono il carissimo Dr. Eliseo Spiga, Fondatore e primo Segretario Generale della Confederazione Sindacale Sarda.
Uomo generoso e forte, intellettuale scomodo, politico e sindacalista, scrittore e poeta, combattente per l’affermazione dei valori identitari e comunitari della Nazione Sarda e del Popolo Sardo. Innamorato della Sardegna.
A Eliseo, messaggero di libertà e democrazia,
un abbraccio fraterno ed un bacio infinito.
Eliseo che bentu e che profeta
A suidu fruscu chi no asseliat mai
Donau as fortza a is Sardus Natzioni
Po ch'in su mundu tengant vida noa.
Prus de una de istima as fatu proa,
T'eus a portai sempiri in remoni
Ca friscu e forti sighis a sulai
In coru e menti de genti dereta.
Bai cun Deus,nascidu in bonora,
E ti luxat eterna luxi sua,
In sa paxi,e no ti tochit mali !
Nosu cun tui si poneus ancora
Ca teneus de fai s'istrada tua,
Sardu balenti,omini 'e cabbali !
de Mario Puddu
RICORDANDO ELISEO SPIGA
di Francesco Casula
Onore al nostro grande Maestro
Giovedì pomeriggio, in un ospedale cagliaritano, Eliseo Spiga ci ha lasciato.
Se n’è andato in silenzio, senza clamore. Sofferente. Negli ultimi mesi soprattutto, quando le sue fibre fisiche hanno iniziato a cedere.
Ma la sua testa continuava, lucida, a produrre. Ha continuato fino agli ultimi giorni a studiare e a scrivere. Stava lavorando per un nuovo romanzo. E stava scrivendo poesie in sardo. Dieci giorni prima di morire è venuto nella mia casa di Flumini di Quartu –abitava a qualche chilometro di distanza, nelle campagne di sant’Isidoro- per ritirare il bando di Concorso del Premio Ozieri, cui voleva partecipare. Negli ultimi due anni infatti si era dedicato anche alla poesia in limba: aveva persino vinto premi nei Concorsi di Escalaplano e Iglesias.
Con Eliseo Spiga scompare un grande combattente, uno degli intellettuali più lucidi e creativi della Sardegna: un intellettuale sanguigno, irregolare e disorganico a Partiti e camarille, renitente e utopistico. Spiga si ribellava infatti allo sfacelo e alla società alienata della apparente razionalità capitalistica del sistema economico e sociale occidentale. In altre parole non si conformava e non si arrendeva alle logiche e alle ragioni della modernizzazione tecnicista, al mito dello Stato e del mercato, al dio moneta
Ci lascia costernati.
Abbiamo perso un amico e un maestro. “Un uomo storto” si definiva fra il serio e il faceto: per me, per noi militanti etnicisti, per noi della Confederazione sindacale sarda, era una guida intellettuale e morale, un combattente, fino all’ultimo respiro, perché questa malfatata nostra Isola, si liberasse dalle catene che la inchiodavano alla dipendenza e alla marginalità.
Nato ad Aosta il 14 giugno 1930 da genitori emigrati dalla Sardegna per ragioni vagamente politiche. Riportato nell'Isola subito dopo, svolge la sua esistenza a Cagliari e dintorni, compiendo tutti gli studi con scarso impegno e pari profitto.
L'infanzia e l'adolescenza vengono profondamente segnate dalle ultime persistenze comunitarie nel suo paese, Quartucciu, dal trauma della seconda guerra mondiale, fatto di fame paura e malattie, e dalle tormentate vicissitudini della sua famiglia pienamente contadina ed operaia. E' nel clima culturale dell'immediato dopoguerra, carico di forti emozioni che lambivano anche il suo pur ristretto ambito familiare, che Spiga comincia a sentire l'attrazione delle grandi ideologie che domineranno i decenni successivi.
L'incontro con Emilio Lussu, già leggenda eroica dei Sardi, combattente sardista e antifascista nonché grande scrittore, segnerà definitivamente le sue scelte e i suoi umori per tutti gli anni a venire.
Si dedicherà, infatti, all’attività politica nell'ambito della sinistra, assumendo ruoli diversi sempre segnati dalla sua originaria vena utopica. Agitatore politico, dirigente di partito, militante etnicista, organizzatore di circoli politico-culturali, (come Città e Campagna), giornalista e fondatore dì giornali periodici, (come Nazione sarda e Tempus de Sardinnia)), animatore del movimento per i diritti linguistici dei Sardi, ideatore del primo ed unico sindacato etnico dei lavoratori. la Confederazione sindacale sarda (CSS). Al suo impegno politico accompagna un costante approfondimento dei temi fondamentali della cultura sarda, il sardismo, l'autonomismo e un rinnovamento economico-sociale.
Nel 1968, già uscito dalla militanza di partito, (il PCI) comincerà ad allontanarsi dalle ideologie della sinistra, nei confronti delle quali svilupperà una polemica costante finita successivamente nel distacco totale. E' di questo periodo la pubblicazione di un libro collo pseudonimo di Giuliano Cabitza: Sardegna, rivolta contro la colonizzazione, in cui comincia ad affacciare la sua propensione per l'autogoverno comunitario, inteso non soltanto come aspirazione ideale, ma anche come prospettiva politica generale.
Questo libro indica che Cabitza compie una svolta culturale definitiva, mai revocata ed anzi sempre più radicalizzata: soprattutto negli ultimi anni.
La Sardegna, infatti, era diventata il centro dei suo universo, da cui aveva cacciato la città, il partito, quello comunista e gli altri, il marxismo-leninismo, la classe operaia, lo Stato.
La Sardegna non gli appariva più un puntino sperduto nel mappamondo, ma gli si ergeva come torre d'osservazione dei problemi del mondo e come oracolo premonitore di possibili destini diversi dell'umanità. Dopo un'intensa e pluridecennale attività pubblicistica, nel 1998 consegna alla stampa un suo romanzo, Capezzoli di pietra, Zonza editori.
Nel 2000, lo stesso editore Zonza pubblica un altro libro, che Spiga scrive assieme allo scrittore e poeta Francesco Masala e al filosofo Placido Cherchi, intitolato Manifesto della gioventù eretica e del comunitarismo nel quale si tenta di interpretare in riferimento alla realtà sarda corrente i principi e i valori della cultura nuragica e, in particolare, della concezione comunitaristica.
Alla fine del 2006 l'Editrice CUEC cura l'edizione dell'ultimo libro di Spiga col titolo La sardità come utopia, note di un cospiratore. In esso l'Autore, rifiutando le ideologie della modernità quali illuminismo, liberalismo e socialismo, pone la propria biografia come base di un pensiero di terra, come base, cioè, di una elaborazione concettuale sospinta e sostenuta direttamente dalla personale esperienza esistenziale. L'ipotesi dì fondo é che la vita dì ogni essere umano contiene un messaggio, quali che siano la sua importanza e il suo contenuto, e che tale messaggio debba essere confrontato con gli altri messaggi personali per ricostituire un dialogo capace di diventare fonte di ricomposizione dell'unità del genere umano gravemente minacciato dai pericoli insiti nella crisi dell'età moderna e dell'intera civiltà prodotta dalla Storia.
DOLU MANNU PRO SA NATZIONE SARDA
EST MORTU SU PATRIOTA ELISEO SPIGA
Rebelle mai domadu, fitzu liberu de Sardigna, armadu de pinna e de limba liberas at postu semenes de rebellione e de dignidade in meda de nois. Est istadu leghenne " Per una universita' contadina" e ateros iscritos suos e de Simon Mossa chi meda indipendentistas de oje ant potidu distruere sas categorias culuniales chi sa cultura anzena nos aiat fraigadu in conca. Ti torramus gratzias mannas Elise' as semenadu bene, s'incuntza no at a mancare e ateros semenes ant a esser postos a pastinu vinas chi sos sardos no ant a torrare meres in sa terra e in su pessare issoro.
Ti cheglio ammentare chin sa cara lisa e pasada chi aias pro sos isperos mannos chi giughias in Bauladu sa die de "Su Cungressu de sos Sardos". S'unidade de sos patriotas ti pariat beru beru, cosa gia' fata. Tantu de importu ti pariat su che ponner in s'ismentigu su "male unidos", chi s'isperu ti pariat beru. Nois puru gratzias a tie credimus chi s'isperu depat diventare veru e amus a sichire sa pelea tua faghende ammentu fitianu de sos mastros che a tie.
A nos bider in s'ammentu Elise'
Bustianu Cumpostu
---------------------
GRAZIE DE AER FATTU UNA GRANNE COSA PRO TUTTU SU POPULU SARDU.DEUS TI RENNATU SU MERITU E TI COLLOKETE IN SA MEMORIA ETERNA.
sa delegazione de Olbia.
---------------------
"Con Eliseo Spiga scompare un grande intellettuale. Uno spirito inquieto e appassionato del sardismo che ha animato il dibattito culturale in Sardegna non solo come sindacalista atipico ma anche come il più antipolitico dei politici ed il più prosaico dei poeti.
Addio Eliseo, compagno di mille lotte nella costruzione della C.S.S, ti ricorderò sempre con grande affetto."
Bruno Tagliareni
---------------------
Un grande dolore si presenta sul cammino di tutti i patrioti sardi, si è spento Eliseo Spiga.
Grande patriota e padre moderno della nostra patria, Eliseo si è dimostrato un uomo grande e saggio e un fine intelletuale che nella ricerca politica
di una strada per la libertà per il suo popolo, ha scavato i lustri della sua vita, partendo dalla sua esperienza anarchica ci ha indicato la via per la liberazione e dignità di popolo libero in un mondo libero!
Sayli Vaturu
"Io conservo tanti bei ricordi dell'intellettuale ed amico fraterno Eliseo Spiga, con il quale sono entrato in contatto sin dagli anni Sessanta. Ho partecipato ad alcune riunioni del Movimento Città-Campagna, di cui è stato cofondatore con un altro grande intellettuale scomparso, l'amico Antonello Satta di Gavoi, soprattutto quando il soggetto politico da loro creato portava avanti l'Idea Indipendentista, nella quale io credo fermamente e convintamente. Ho fatto inoltre parte della redazione sassarese del giornale "Nazione Sarda" da loro fondato, insieme a Leonardo Sole e Federico Francioni, come si può desumere dal nr. 0 di tale periodico. E ho condiviso con lui tante battaglie in favore della nostra vera ed unica Patria: la Sarda e dei lavoratoti dell'Isola, sia nel Partito Sardo, nel quale ho lungamente militato prima di iscrivermi al Movimento politico "Sardigna Natzione Indipendentzia" che nella Confederazione Sindacale Sarda, della quale sono stato uno dei fondatori e della quale Egli è stato il principale animatore ed il primo indimenticabile Segretario Generale Nazionale.
Come pure ho parteciipato con lui e con gli 'amici Cicito Masala e Giovanni Lilliu alla raccolta delle firme
per l'indizione di un referendum popolare a favore dell'nsegnamento della Lingua Sarda nelle scuole di ogni ordine e
grado della Sardegna e nei pubblici Uffici."
Giampiero Marras
-----------------
Roberto Copparoni
Mi unisco al dolore dei familiari per la perdita del grande Eliseo, amico e compagno dei Comitati Sardegna.
Un abbraccio
---------------------
M'intendu unu tretixeddu de ànima prus spollinca, prus pòbora, prus desertificada.
E in s'àteru tretu mannu, sèminis che a custus, apillonendi in arrexonamentus e ispera.
Paola Alcioni
-----------------
Ho avuto qualche tempo fa il piacere di incappare nei libri di Eliseo Spiga, che, come pochi altri testi, mi hanno aiutato nella comprensione di alcuni fenomeni legati alle correnti politiche sardiste, ma non solo, nella comprensione di una realtà sarda che si discostava molto dalle versioni ufficiali. E con incoscienza o forse ingenuità mi sono sempre chiesto perché Spiga non abbia mai avuto lo spazio che avrebbe invece meritato.
Mi dispiace, sinceramente.
Saludos Gianfrà
Roberto Lapia
-----------------
Adiosu Eliseu, maistru e cumpangiu de lotas politigas e sindacalis. Cun passioni e arrexoni eus cumbatiu paris in totuganta sa Sardigna, po tenni rispetu e dinidadi de ominis e de sardus. Onori a tui Eliseu, de imoi ainantis t'apu a biri scetti in is arregordus.
Marco Cannas
-----------------
Ciao grande saggio Eliseo! mancherai a tanti!
Patrizia Zuncheddu
Eliseo Spiga se ne è andato senza poter compiere il suo ottantesimo compleanno. È stato uno degli intellettuali sardi più importanti della nostra contemporaneità autonomista. Dire che fu scomodo, e per questo mai molto amato dal potere con cui entrò in contatto, può sembrare frase fatta, ma non lo è. Per chi lo conobbe, questo ricordo può apparire minimalista, chi non lo ha conosciuto penserà impossibile che in una società della comunicazione come la nostra Eliseo sia passato tanto leggero da non lasciare se non scarse tracce nella coscienza dei nostri contemporanei.
I ricordi, nella immediatezza della sua scomparsa, fanno salti di tempo e di spazio e si comprimono affastellati l'uno sull'altro. La sua militanza nel Pci, l'amicizia con Feltrinelli, il suo “Sardegna, rivolta contro la colonizzazione” scritto sotto lo pseudonimo Giuliano Cabitza, la proposta di legge popolare sul bilinguismo, il Circolo Città-campagna, la nascita di Nazione sarda, la militanza nel Partito sardo d'azione, la fondazione della Confederazione sindacale sarda, le decine di interventi con articoli, opuscoli, manifesti di alta cultura politica come quello “della gioventù eretica”. E quindi, da grande, lo splendido romanzo “Capezzoli di pietra” e lo straordinario “La sardità come utopia. Note di un cospiratore”.
Uno legge questo libro e s'immagina un saggio entologico, antropologico e politico, quasi un dossier sulla Sardegna e si trova davanti a un grande romanzo sul nuragismo e non solo. Non capita spesso leggere e riflettere su un libro, in questi anni in cui troppi sono gli scrittori che narrano non la Sardegna che c'è, quanto piuttosto quella che fuori si essa si immagina esista. Guide indiane, mescaleros che prendono per mano i soldati del re lungo i sentieri dei salti sardi. Per compensare questo servizio, i soldati del re, a volta mascherati da sindaci, a volta da partito di riferimento, li portano in giro per paesi e per città a raccontare ai sardi quanto arcaica sia la sardità, quanto obsoleta sia e inutile la lingua sarda, come sia giusto che il progresso l'abbia vinta sull'identità.
Eliseo, in questo romanzo-saggio e saggio-romanzo, parte dal contrario. Dalla sardità come valore grande della Sardegna, dalla balentia come concetto del mondo e della vita. Naturalmente, i soldati del re non hanno mai portato libro e autore a sedere nei salotti buoni della Cultura.
Secondo quanto scrive, le classi dirigenti sarde hanno una “percezione autonoma” assai scarsa. E cita come esempi l’opposizione fatta, quando era segretario della Confederazione sindacale sarda, alla contrattazione regionale dei dipendenti dell’Arst da un lato e al bilinguismo dall'altro.
“M’indispettiva la loro insofferenza per quanto era sardo come la lingua o le usanze, ma non il porcetto e l’agnello arrostiti” confida. E poi: “La Regione ha cambiato molte cose. Ha deteriorato l’esistenza dei sardi. Ha stravolto il cielo della Sardegna, un tempo popolato di molte stelle comunitarie e oggi occupato da opachi astri istituzionali. Riuscirà a scampare all’assalto delle sempre più fameliche oligarchie, e a dare l’avvio ad una potente organizzazione di autogoverno popolare o esploderà come una pecora gonfia?”
Nelle sue note di un cospiratore, Eliseo descrive quale sia il fulcro della sua utopia. I nuragici, scrive, ci sono apparsi già divergenti rispetto alla Storia, ma la prova principale del loro antagonismo assoluto ce la porta il fatto che non costruirono città. Neppure una. Fatto inconfutabile, ma occultato o tenuto in pochissima considerazione, perché scandalosa testimonianza del rifiuto della civiltà, tutta imperniata sulle città. Con il rifiuto della città, c’è la resistenza strenua ad uscire dalla preistoria per entrare nella storia,il rifiuto della gerarchia, l’opposizione alla monarchia sotto qualsiasi forma. Pressoché tutte le città – leggo nel tuo libro – sono riferite ad un monarca o a una divinità. Per scampare al pericolo del comando unico, bisognava, insomma, scampare alla città. Quale monarca, quale divinità si scomoderebbe per dedicarsi a un villaggio?
Un giovanotto di quasi ottanta anni, contento del fatto che la senilità non comporta in persone come lui l'obbligo della maturità e della “saggezza”, ha scritto molto e bene di utopia (la Sardegna come “l'isola di Utopia”) ed è questo che lo fa scomparire giovanissimo dai nostri occhi ma non dalla mente.
Gianfranco Pintore
SALUDU A SA
PRESIDENTI DE SU CONSILLU REGIONALI DE SARDÌNNIA
SALUDU A TOTU IS
RAPRESENTANTIS DE SU PÒPULU SARDU
Sa cunfederatzioni sindacali sarda
de 24 annus assumancu, de candu est nàscia, est denuntziendi sa crisi de sa
chìmica in Sardìnnia. Imoi est ora de nai sa cosa comenti est.
Sa chìmica in Sardìnnia est
spaciada! E incapas est spaciada in Marghera puru, poita s’ENI at totu cambiau
su pianu suu de is imbistimentus e est ghetendi-sì a is energias noas e
lìmpias.
Is Sardus ant spèndiu unu sciacu mannu
de dinai in custu setori : 2.800 milliardus de is francus bècius (sa lira
italiana), si-ddus at donaus a Rovelli, in su 1997, su Crèditu Industriali
Sardu, po ndi pesai is impiantus de Portu Durra (Porto Torres) e s’IMI iat
dèpiu donai àterus 1.000 milliardus de licuidatzioni a sa famìllia Rovelli.
Giai in is annus ’90 s’ENI iat incumentzau s’arrevolutzioni tennològica in is
impiantus suus prus importantis e candu iat torrau a assetiai sa cosa, dònnia
borta po sa Sardìnnia boliat nai a nci perdi postus de traballu. De unu contu
chi eus fatu nosu, ndi est bessiu a pillu chi po sa chìmica in Sardìnnia eus
spèndiu su tanti de duus pianus de Rinascita.
Su chi ndi eus tentu comenti a
stipèndius o àteru guadàngiu econòmicu po su logu nostu est tropu pagu e no
abastat mancu a arrangiai su dannu chi s’at lassau s’indùstria de s’ENI po su
chi spetat a s’ambienti o a is maladias, càntzeru etc., chi s’agataus aundi
totu ant traballau is indùstrias. Sa positzioni de sa CSS est crara.
Nosu boleus s’unioni de su pòpulu
sardu po sa chistioni chi seus arrexonendi oi, cun custas cunditzionis:
1. A nci bogai de s’ìsula nosta a
s’ENI cun dinnidadi e firmesa. Nosu Sardus si-ndi depeus stantargiai po nci
bogai a s’ENI, chi at fatu dannu meda in Sardìnnia. Naraus cun craresa,
arremonendi a su poeta latinu Virgìliu, “ Timeo Danaos et dona ferentes ”. No
si penseus una cosa chi no est, s’ENI s’iat a podi arrendi puru a su chi bolit
sa polìtica o su sindacau o su pòpulu, mancai lassendi in Sardìnnia is
traballus peus, is prus chi imbrutant su logu, is chi nemus bolit prus in
Europa. E custu puru est un’arregalu aferenau, poita iat a bolli nai a spendi
àteru dinai, meda, po su Stadu o po sa Regioni, e is postus de traballu chi
s’iant a aturai iant a essi pagu cosa diaderus, forsis po unus cantu mesis
sceti, comenti est giai capitau in su tempus passau.
2. S’ENI paris cun su Guvernu de sa
Repùbrica, chi po mesu de su Ministèriu de su Tesoru est unu de is atzionistas
suus prus mannus, prima de si-ndi andai, si depit pagai totu su dannu chi s’at
fatu.
3. Is espertus de sa Regioni depint
carculai su dinai de depi pediri a su Stadu e custu dinai bolit torrau a
imbistiri po limpiai su logu e po ddu torrai comenti fiat prima.
Ghetaus su bandu po ca is giòvunus
nostus, laureaus in ingennieria, biologia, geologia etc. e is operajus nostus
agatint traballu luegus in is traballus de bonìfica. Segundu is carculus
nostus, nci est traballu po 20 annus assumancu.
Sa Regioni depit imbistiri in
s’energia lìmpia, soli e bentu ainnantis de totu, arrespetendi sa bellesa de su
logu. No aceteus cun fortza s’idea de ndi mandai a innoi s’àliga nucleari, ma
penseus ca seus un’ìsula de turismu.
Impereus is pannellus de su
fotovoltàicu in is zonas industrialis chi no funt traballendi prus e chi funt
adanniadas, po mala sorti nosta.
Promovaus un’arreforma bera po
modernizai su traballu de su messaju e de su pastori pondendi-ddus in cuntatu
cun s’industria po traballai is produtus nostus de su sartu e de su bestiàmini.
Imbistaus in sa pisca, in su
turismu de is cungressus e culturali a totu annu, in s’artisanau cun is
cuncursus temàticus.
Afortieus su tessìngiu, movendi de
sa Legler chi bolit torrada a ponni in motu, e su tapetu sardu aicietotu.
Torreus a fai caminai s’economia de
sa connoscèntzia e de is tennologias noas e modernas, ponendi stima a
s’abilèntzia de is giòvunus nostus.
No
est nau chi, andendi beni custas cunditzionis, abascendi su PIL si depat
abasciai su tenori de vida de is Sardus puru! No pongaus in menti a custu mitu
de su PIL!
Su
boboi est spaciau po s’ENI in Sardìnnia, anca at fatu dinareddu e s’at lassau
morti e dannu.
Est
printzipiendi oi, sa festa nosta bera. Nosu Sardus depeus imperai custa crisi
internatzionali po cambiai pàgini e pensai a unu svilupu nou.
Festa
de su Pòpulu Sardu poita eus agatau s’unioni torra,
Festa
poita si seus incarrerendi in su mori de su svilupu nostu beru.
Lìberus
de guvernai su svilupu de sa terra nosta, arrespetendi su logu, is comunidadis,
sa genti.
Sigurus
de aberri una caminera de benistai e de prexu po custu pòpulu nostu e po sa
Natzioni Sarda.
Casteddu, su 15 de mesi de
argiolas de su 2009
Su Segretàriu Generali de sa
CSS- Dott. Giacu Meloni
Sa delegatzioni Sindacali de sa CSS -Marco Mameli, Antonello
Carai, Mario Abis, Mario Melis
Furriau in sardu de Ivo
Murgia
CONSIGLIO NAZIONALE
DELLA
CONFEDERAZIONESINDACALE SARDA
Santa giusta (or) – sabato 13 giugno
2009
ore 09.00 Arrivi
ore 09.30 Inizio lavori
·Presentazione
·Avv. Nicola Marongiu
– Università di Cagliari
Relazione: “Dalla contrattazione Nazionale alla contrattazione
di 2° Livello - come cambia il sistema contrattuale”;
·Avv. Giuseppe Andreozzi
Relazione:
“Art. 17 della
Costituzione – Il diritto di manifestare come esercizio democratico”;
·Avv. Emanuele Trois
Relazione: “Art. 41 della Costituzione – Diritto di
sciopero rischio di delegittimazione”;
ore 12.30Dibattito
Approvazione
Bilancio Consuntivo 2008;
Cooptazione nuovi
Consiglieri Nazionali;
Elezione quinto componente Commissione Garanzia;
Commemorazione del
Consigliere ARMANDO PIRAS
ore 13.30Pranzo (contributo individuale € 10,00)
ore 16.00Proiezione Film “OIL–laforza devastantedelpetrolio – la dignità del
Il Movimento per la decrescita felice è un
movimento fondato da Maurizio Pallante, chiaramente ispirato alla decrescita teorizzata da Nicholas Georgescu-Roegen, fondatore della bioeconomia, ed
in linea con il pensiero di SergeLatouche, parte
dal presupposto che la correlazione tra crescita economica e benessere non sia
necessariamente positiva, ma che esistano situazioni frequenti in cui ad un
aumento del Prodotto interno
lordo (PIL) si riscontra una diminuzione della qualità della vita.
Il Prodotto interno lordo non
costituisce uno stimatore della crescita dei beni prodotti, ma della quantità
di prodotti scambiati con denaro. Esso non misurerebbe, quindi, la crescita dei
beni e del benessere, ma solo quella delle merci e degli scambi di tipo
mercantile. Nell'ottica di un indirizzo più autarchico della società, dove l'autosufficienza e quindi l'autoproduzione
giochino un forte ruolo, il manifesto del movimento esemplifica come un normale
prodotto alimentare commerciale coinvolga un giro sproporzionato di risorse,
che vanno ad incidere non solo sullo stesso prodotto finale, e sul suo prezzo
al consumo, ma ancora di più sull'intero sistema. I sostenitori del MDF
ritengono che vi siano casi piuttosto frequenti in cui attraverso processi di autoconsumo,
di risparmio
energetico e di relazioni di scambio che non transitino necessariamente
per il mercato, si verifichi un incremento della
qualità della vita materiale associata ad una diminuzione del PIL.
Viene auspicato quindi l'aumento del benessere riducendo il PIL tramite autosufficienza e produzione in proprio. Un
esempio classico in seno alle scienze economiche è quello paradigmatico dell'economia contadina.
NUOVAMENTE SCIOPERO GENERALE AL CTM/SPA
Della Federazione Trasporti Sardegna/CSS
MANIFESTAZIONE
Martedì 10 Febbraio 2009
insieme alle altre sigle sindacali contro le posizioni dell'Azienda
Sa Cunfederassione Sindhicale Sarda si ingrujat a daenantis a su Mastru Mannu e amigu, dirizidore Nassionale de sa CSS, Mastru de cantu a Tenòre, ischìdu in tradissiones populares sardas e internassionales, senadore de sas 'Europeades, indeosadu de sa sardidade. Adiosu.
Armandu Pira
un'abbratzu eternale
La Confederazione Sindacale Sarda si inchina davanti al Maestro e amico, Dirigente Nazionale della CSS, Maestro di canto a tenore, esperto di tradizioni popolari sarde e internazionali, senatore dell'Europeade, innamorato della sardità.Addio.
Armando Pira
un abbraccio infinito
All'alba di oggi martedì 8 luglio 2008 se ne andato in silenzio
Armando Pira,maestro e cantore di canto a tenore,sostegno delle lotte
dei lavoratori e speranza dei giovani a cui ha insegnato fino alla
fine la forza , la dolcezza e l'armonia del canto.
Ti ricorderemo così,caro Armando,così come ti abbiamo visto
all'ultimo VI Congresso della CSS l'11 maggio 2008,affaticato ma
felice di poter cantare per noi,per la tua gente,per il tuo
sindacato,per i lavoratori tutti col cuore pieno di gioia insieme ai
tuoi tre figli e alla cara Marisa.
B'est i' su coro
intro 'e tene matessi
ma no lu podes videre
lu toccare,l'abbaidare sa cara...
Nudda podet prenare
su bùitu chi sentis in s'anima.
Ti toccat de andare a dainnantis
de esser forte e no bi pessare troppu
ca si bi pessas ti si firmat sa vida
e no ischis prus inumbe istare.
Tanto ti restar solu de aspettare
un'atteru abbojiu,un atteru arrivu
un atteru incontru e ti lu pessas
semper prus bellu,prus caru
eternu.
(da Dolu Mannu di Antonietta Demurtas)
Onore ad Armando,grande conoscitore e appassionato delle tradizioni
popolari,senatore dell'Europeade che ebbe l'onore di portare per ben
due volte nella sua Nuoro.
Ad Armando, Dirigente Nazionale generoso, attento entusiasta della Confederazione
Sindacale Sarda a cui ha dedicato tutto fin dalla sua costituzione.
A quest'uomo,esempio d'amore per la sua Sardegna ed i Sardi,
onore e pace.
Giacomo Meloni
Segretario Generale della CSS
In ammentu de Armando Piras
In Nugoro si ch’est mortu Armando Piras.
Merculis manzanu in Nugoro si ch’est mortu Armando Piras, naschiu in Bitti, ma paschiu in Nugoro inube bibiat dae meda tempus.
A faeddare de Armando est a a faeddare de un’amicu corale chi s’est semper impignadu anima e coro in sos temas de sa sardidade e at fattu in modu chi sas menzus tradissiones sardas las esseren potias connoscher in totuve, dae s’Italia a s’Europa e in medas ateras partes de mundu. Sa passione manna sua fit pro sa Sardigna e pro su populu suo e pro sa cultura sarda, pro su canticu, su ballu, su folclore cun totu su chi zirat affurriu, ca isse bidiat in sos canticos a tenores s’espressione prus originale de sa cultura sarda e nde fit meda orgogliosu e at tentu sa soddisfazione de bier sa die chi s’UNESCO at dichiaradu su tenore sardu patrimoniu de s’umanidade. Pro issu, e puru pro nois totus sos chi amus cumbattiu una gherra manna pro sa defesa de sa cultura sarda, fit una vittoria de importu mannu ca, prima, pacos fin sos chi apretzaban su tenore: sa voche, sa mesu boche, sa contra, su bassu; totus nomenes chi Armando ispiegabat unu pro unu pro facher cumprender a sardos e istranzos sa ricchesa de sa cultura nostra chi medas non cherian, chi medas che la ponian in secus de sa janna, belle brigonzandesi de esseren sardos.
Como sunu medas de prus sos chi si dedican a sa cultura sarda, a su canticu a tenore e est puru meritu de Armando chi, tra sas ateras cosas, at incorazadu e direttu su tenore chi at dedicadu a s’amicu Angelo Caria. Custu tenore est una de sas creaturas de Armando, ma arrastos de sa passione sua pro sa terra sarda, pro sa Sardigna los azapamus in medas iscrittos, in rivistas e quotidianos inube issu at semenadu campos de cultura sada e como fit zai bidende sos fruttos galanos de su triballu suo. Sa morte sua nos dispiachet meda ca fit una pessone de animu bonu, de bonu coro, de grandu impignu politicu comente dirigente de su Partidu Sardu e in sa confederatzione sindacale sarda: cantas peleas e gherras paris pro su partidu, su sindacadu, su populu sardu e pro sa defesa de sa limba e de sa cultura nostra!
Pro totus cussas peleas a mene mi dispiachet puru a titulu pessonale ca a Armando l’appo connottu bene siat in s’impignu politicu-sindacale siat in su traballu suo pro s’europeade e pro su folclore sardu.
Pro totu custu, chi est nudda in cunfrontu a sas battaglias fattas in sos barabt’annos e prus chi non connoschiabamus, da parte mea imbio sas condoglianzas a sa famiglia de Armando pro lis ponner corazu e pro ammentare a Armando chi fit connottu, respettadu e apretzadu non solu in Nugoro e in sa Sardigna intrega, ma puru in sas ateras nassiones mescamente pro s’impignu in su comitadu de s’Europeade
A che lu connoschere in sa gloria santa!
Tonino Bussu
Adiosu Armandu,
<'oghe> istimada de Sardigna chi no ada morrere mai.
Aldo Serra
--------------------------
Buona sera Giacomo,
ho appreso oggi dall'articolo dell'Unione Sarda
della morte di Sig. Armando.
Nonostante non viva quotidianamente
l'attività dell CSS, la sua figura, nelle poche occasioni di incontro,
mi ha sempre suscitato sentimenti di affetto e simpatia.
Anche nell'ultimo Congresso mi ha fatto molto piacere rivedere lui (anche se
mi era parso molto stanco... non sapevo della sua malattia), sua moglie
e i suoi figli.
So che vi legava amicizia e grande affetto.... mi
dispiace tanto.... una preghiera per lui e per la sua famiglia.
Un
abbraccio
Silvia
Il VI Congresso Nazionale della Confederazione Sindacale Sarda
ha concluso i lavori, eleggendo il Consiglio Nazionale
composto da 65
Consiglieri ed ha riconfermato il Segratario Generale Nazionale
Giacomo Meloni.
video del TG di Sardegna1:
ENTRA
video del TG di Videolina:
ENTRA
Amigos caros
si bos podet interessare bo che mando su cumbidu a sos attovios culturales, in limba sarda, apariciaos in sas biddas de Gonnosnò, Albagiara e Senis.
Si cuminzat chenapura 23 de Sant'Andria (Novembre) in Gonnosnò.
Bos isetto
Saludos Antoni
scarica
Atto Costitutivo e Statuto del Comitato
COMUNICATO STAMPA SUL REFERENDUM REGIONALE
del 21.10.2007 sulla STATUTARIA
La Legge Reg.le Statutaria non passa. Occorre riscriverla, correggendola e migliorandola
La Confederazione Sindacale Sarda ringrazia i 225.200 elettori sardi che il 21 ottobre 2007 si sono recati alle urne per esprimere il loro voto al Referendum sulla Legge Regionale Statutaria, esercitando uno dei diritti fondamentali di sovranità popolare.
Un ringraziamento particolare ai 153.200 elettori che hanno espresso il loro NO a questa Legge Regionale Statutaria. Il 67,9 % di NO significa una volontà inequivocabile di riscrivere la Legge, modificandola radicalmente e migliorandola perché ciò è possibile seguendo l’esempio della Regione a Statuto Speciale del Friuli e di molte Regioni a Statuto Ordinario che, scegliendo la stessa forma di Governo Regionale dell’elezione diretta del Presidente della Giunta, hanno rafforzato i poteri di controllo del Consiglio Regionale introducendo nell’ordinamento la fiducia costruttiva, il voto del Consiglio sulle dichiarazioni programmatiche del Presidente ed il voto sui singoli Assessori.
Va riscritta la parte della Statutaria relativa al Consiglio delle Autonomie (art.30) descrivendo compiti e poteri, come è necessario che siano introdotti nel testo i capitoli sui rapporti con le rappresentanze sociali e sindacali, rafforzando i valori dell’identità, del lavoro e della solidarietà.
Va rivista tutta la materia del Referendum (artt.2-3-4-5-6-7), adeguandola alle forme moderne di partecipazione sia abbassando il numero delle firme necessarie e soprattutto riportando il quorum al 33% dei Referendum abrogativi, mentre va definito per sempre che il quorum per gli altri tipi di Referendum non è necessario ai fini della validità della consultazione.
Sulla materia controversa del conflitto di interessi (artt.27-28-29) va riscritto totalmente il testo, ponendo dei limiti forti e chiari per evitare che i poteri forti siedano ai posti di governo e partecipino alle gare d’appalto con le loro Aziende senza il rispetto di equilibri e garanzia massima di trasparenza ed equità.
Infine va cancellata la norma salva-eletti dell’art.38 dell’attuale Statutaria, ripristinando le incompatibilità previste dalla normativa nazionale vigente.
Dal risultato del voto è chiaro che le ragioni del SI sono in netta minoranza e se gli stessi gioiscono per la scarsa affluenza alle urne significa che molti si auguravano e volevano questo risultato, invocando dall’inizio la questione del quorum, senza neppure avere il coraggio di invitare apertamente all’astensione.
Ma il Referendum confermativo non è regolato dall’attuale Legge Regionale sui Referendum anche perché non prevede questo tipo di consultazione; allora la fonte è direttamente l’art.15 dello Statuto Speciale che recita: "La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi” e non vi è dubbio che la maggioranza dei voti validi è quel 67,9 % di NO.
Cagliari,22/10/2007 -------
IL SEGRETARIO GENERALE CSS - Dr. Giacomo Meloni
REFERENDUM REGIONALE 21 OTTOBRE 2007
sulla STATUTARIA
COMITATO STATUTARIA? NO GRAZIE!
ADERISCI, PARTECIPA, SOSTIENI I COMITATI PER IL NO
AL REFERENDUM REGIONALE SULLA STATUTARIA VOTA E FAI VOTARE NO STATUTARIA
per tutti gli aggiornamenti collegati al sito web di Sardegna e Libertà
Venerdì 24.03.2006 ore 16.30
Hotel Mediterraneo
Ai lavori parteciperà il Segretario Generale della FAILP - WALTER DE CANDIZIIS e il Segretario Nazionale CARLO LIMA.
Presiederà i lavori il Segretario Generale della CSS - GIACOMO MELONI
Scarica la locandina
SINDICATU DI TRAVAGLIADORI CORSI
LIBERAZIONE SUCIALE
Conferenza Internazionale dei Sindacati delle Nazioni senza Stato
Aiaccio 17 - 18 Marzo 2006
Scarica l'invito
La CSS a Roma per manifestare
contro lo Stato Italiano per Entrate IRPEF ed IVA negate alla Sardegna
- Comunicato
SCIOPERO GENERALE
contro la Finanziaria 2006
25 Novembre 2005
scarica volantino
Fratelli d'Itàlia
Sardegna s'è rotta!
Del maglio di Soru
Sentite la botta?
La vostra vittoria
Fa bestie da soma:
Ma schiavi di Roma
Dio non ci creò!!!
Torrasí su dinai,
Itàlia furona!!!
Mario Pudhu
SUNT IRROBBANDE SA SARDIGNA
ISTADU FURONI, TORRA SU DINAI
SARDOS EST ORA
Il Governo Berlusconi ha predisposto la Finanziaria 2006 che, come la Finanziaria 2005, è iniqua e apertamente contro le fasce più deboli della popolazione.
E' una manovra economica contro il Sud e la Sardegna, impoverisce le famiglie, taglia risorse agli Enti Locali costringendoli a tagliare sui servizi sociali e sui sostegni alle fasce più deboli, proprio nel momento in cui la crisi si fa più sentire e rende più difficile la quadratura del mese anche per chi ha la fortuna di avere un posto di lavoro.
SCIOPERO GENERALE
• CONTRO i tagli indiscriminati alla spesa pubblica che si traducono in inefficienza dei servizi e maggiori oneri per i cittadini;
• CONTRO i tagli nella Scuola e nell'Università;
• CONTRO i tagli alle Finanze degli Enti Locali che costringeranno i Comuni, le Province e la Regione a ridurre drasticamente i fondi per i servizi sociali e il sostegno all'occupazione;
• PER l'aumento dell'occupazione e un lavoro di qualità che non sia precario e sottopagato;
• PER il rafforzamento del potere d'acquisto delle retribuzioni e pensioni;
• PER la riduzione dei prezzi e tariffe;
• PER una politica economica che punti su innovazione e tecnologia, ricerca e formazione che rilanci il Sistema Paese;
• PER uno sviluppo della Sardegna ecosolidale ed ecocompatibile che punti su agroalimentare e industrie di trasformazione dei prodotti sardi, turismo ed artigianato che veda la Sardegna e i sardi protagonisti in una Europa dei Popoli, dove la Sardegna sia riconosciuta come Nazione e il Popolo Sardo sia sovrano sulla propria isola e sui propri beni materiali e immateriali con la propria storia, cultura e lingua;
CONTRA SA FINANZIARIA 2006
SARDIGNA LIBERA E SOBERANA
Partecipiamo alla Manifestazione Territoriale sotto le bandiere della CSS
Convegno Internazionale
della CSS
" Sa pelèa pro su Sindacadu de sa Natzione Sarda"
Sabato 5 Novembre 2005 - ore 9.30
Frank Hotel (Via Armando Diaz, ang. Via Torino)
SASSARI
scarica programma
CONVEGNO INTERNAZIONALE
"Sa pelèa pro su Sindacadu de sa Natzione Sarda"
• Presentazione a cura di Giacomo Meloni - Segretario Generale della C.S.S.
• Saluti del Sindaco di Sassari e del Presidente della Provincia
• Relazione "Sa pelèa pro su Sindacadu de sa Natzione Sarda" di Angelo Marras, della Segreteria Naz.le della C.S.S.
• Comunicazione "I diritti delle minoranze nell'ordinamento internazionale" del Prof. Paolo Fois, Università di Sassari
• Comunicazioni delle Organizzazioni politiche e sindacali
• Intervento dell'On. Giacomo Spissu, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna
• Presentazione della ricerca dell'Ufficio Studi G.M.Angioy "Autonomia e Riscatto, i principi libertari ed identitari di G.M. Angioy a 210 anni dal moto popolare"
• Comunicazioni dei Sindacati delle Nazioni senza Stato
• Dibattito e Conclusione dei lavori
COMITATO IL GRIFONE
per la presentazione di leggi di iniziativa popolare
RACCOLTE 17.000 FIRME per la riduzione del 50% degli emolumenti degli Assessori e dei Consiglieri della Regione Sardegna
Il Comitato Lu Puntulgiu-Il Grifone Promotore della legge di iniziativa popolare per la riduzione del 50% degli emolumenti degli Assessori e dei Consiglieri della Regione Sardegna insieme anche alla CSS ha raccolto 17.000 firme nei 377 Comuni della Sardegna.
Il Comitato si è recato presso gli uffici della Presidenza del Consiglio Regionale per la consegna nelle mani del Presidente del Consiglio dei plichi contenenti le firme.
APRI
REFERENDUM REGIONALE 12-13 GIUGNO 2005
Esito del Referendum Regionale contro le scorie
La Confederazione Sindacale Sarda ringrazia i cittadini ed i lavoratori sardi che il 12 e 13 giugno hanno espresso liberamente il loro voto per il Referendum Regionale sui rifiuti tossici / scorie.
Non si è avuto l'effetto trascinamento sperato e l'astensione, partito vincente di tutti i 5 Referendum, ha penalizzato il risultato anche del Referendum Regionale che si è bloccato sul 26,6% e non ha raggiunto il quorum del 33%.
Il dato positivo sono quel 78,9% di SI che hanno capito il messaggio del Comitato Referendario ed hanno condiviso la battaglia di civiltà con coraggio e senza grandi risorse nè finanziarie nè di mezzi di comunicazione.
Restano valide tutte le ragioni del SI e per questo la CSS continuerà a battersi insieme a tutte le forze che fanno parte del Comitato ed i Movimenti e i Partiti che l'hanno sostenuto perché in Sardegna prevalga un modello di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile a garanzia della salute dei lavoratori che trattano i rifiuti pericolosi e a difesa delle popolazioni che hanno diritto ad un ambiente sano e pulito insieme alla possibilità di forme di produzione e di lavoro che superino le attuali attività fortemente inquinanti.
Al Consiglio Regionale spetta ora interpretare al meglio il risultato del Referendum Regionale sul quale deve pesare tutto il significato ed il valore di quel 78,9% di SI che significano impegno per migliorare la Legge attuale e risolvere il problema reale delle discariche dove stoccare e smaltire le scorie perché noi ed i nostri figli non meritiamo una Sardegna pattumiera ed è questo un impegno di tutti i sardi sia di quelli che hanno vinto e sia di quelli che hanno perso questa consultazione referendaria.
... e si ghettat su bandu
Elette le Rappresentanze Sindacali Unitarie (R.S.U.)
Regione Sardegna
Grande Successo della nostra lista
Volantino Elezioni RSU
scarica