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ERSU REGIONALI
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A tutti i colleghi

A nome mio e di tutto il Direttivo voglio ringraziarvi per il successo ottenuto dalla nostra Organizzazione in occasione delle elezioni delle RSU dello scorso mese di novembre 2015.

Presentandoci come nuovo soggetto, pur nella scarsita’ dei mezzi a nostra disposizione,  abbiamo avuto circa 343 voti, numero sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo che ci eravamo prefissati che era quello di avere la rappresentatività a livello regionale e conseguentemente prendere parte alle trattative con il CORAN per affrontare, in primis il rinnovo contrattuale ormai da troppo tempo fermo e tutte le vertenze aperte nelle varie Direzioni Generali,

Inoltre metteremo 4 rappresentanti nella RSU della  Regione, 1 del Corpo Forestale, 1  di  Laore e 1 dell’Ersu di Cagliari.

Seguiranno nuovi aggiornamenti e ringraziandovi ancora, vi invio i più cordiali saluti.

IL SEGRETARIO GENERALE

Alvando Melis.

 



MARCIA DELLA PACE - Carbonia 30 Dicembre 2015

 

LA CSS ADERISCE ALLA MARCIA E PARTECIPERA' CON I PROPRI ISCRITTI

 

A cento anni dalla Prima Guerra Mondiale, a settant’anni dalla Seconda, siamo nuovamente dinanzi ad una Terza Guerra Mondiale subdola e amara.

Una guerra mondiale non dichiarata, con centinaia di migliaia di morti, di feriti, con milioni di profughi, con distruzioni e devastazioni, con fame, malattie, miseria.

Ascoltiamo l’amara constatazione di Papa Francesco che tenta di denunciare al mondo, nelle più grandi e autorevoli sedi, dalla Comunità Europea all’Onu, in Occidente come in Oriente, il cieco scivolare in una strada di morte dell’umanità tutta.

Ormai non si possono contare le nazioni in guerra con altre nazioni, le regioni devastate da lotte fratricide.

È per questo che il Comitato Promotore della XXIX Marcia della Pace, promossa dalla Diocesi di Ales-Terralba, e dai tre uffici regionali: Caritas, Pastorale del Lavoro e Pastorale Giovanile, aderisce all’appello di Papa Francesco per la 49^ Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio: Vinci l’indifferenza e conquista la Pace.

Per questo chiediamo a tutti gli uomini di buona volontà di esprimere l’anelito di pace della nostra società sarda, di condividere lo spirito di questa Marcia e di partecipare.

Per questa nostra Sardegna, pur consapevoli che l’indifferenza frutto dell’individualismo esasperato sta portando ad un mondo di disuguaglianze atroci, chiediamo di focalizzare la vostra attenzione e la vostra coscientizzazione alla drammatica realtà della povertà per tanti sardi, al non lavoro di tanti uomini e donne, alla nostra terra devastata dalla desertificazione, dall’inquinamento, dalle servitù militari, dalle iniziative di sfruttamento di gente venuta da fuori.

La Marcia della Pace sarà a Carbonia il 30 dicembre alle ore 15.

Con noi, ci sarà Mons. GianCarlo Maria Bregantini, attualmente Arcivescovo di Campobasso e già Vescovo di Locri: nella Locride ha testimoniato con profezia e parresia, dando speranza ai giovani, coraggio alle popolazioni, pagando di persona.

L’indifferenza per le piaghe della nostra Sardegna ci sta facendo precipitare in una situazione senza ritorno; sta devastando la nostra gente, il nostro territorio.

Ci conforta l’adesione di tante rappresentanze del Popolo Sardo: La Chiesa, il Mondo del Lavoro con le Confederazioni Sindacali, le Categorie, il Mondo del Volontariato con il Centro Servizi Sardegna Solidale, le Acli, l’Arci e, soprattutto, la Tavola delle Povertà con le Associazioni aderenti.

Vinciamo l’indifferenza e conquistiamo la Pace!

Partecipiamo.

 


COMUNICATO STAMPA

 

Caro Sig. Questore di Cagliari, e se dovessimo noi sardi dare a lei il foglio di via come indesiderato nella nostra terra?

Un tempo nelle prerogative della RAS era previsto che il Presidente della Giunta Regionale della Sardegna esprimesse  il gradimento sulle alte cariche e sui Manager delle Aziende di Stato, inviate nell’Isola. Ricordo che il compianto Presidente Mario Melis non esitò a negare l’assenso alla nomina del Presidente dell’Enel in Sardegna bloccandola.

Se il Presidente Francesco Pigliaru interpretasse correttamente il grido dei sardi contro le servitù militari e lo stupro delle esercitazioni Nato Trident Juncture, dovrebbe uscire pubblicamente dichiarando il non gradimento di tutte quelle autorità che hanno permesso questo disastro nella nostra Sardegna.

Sul comportamento del Questore di Cagliari, che ha ordinato l’aperta repressione di una manifestazione pacifica e popolare davanti al perimetro della base di Teulada dove si svolgevano le esercitazioni di guerra non autorizzate e illegali per lo spirito e la lettera della Costituzione Italiana, non solo non si deve tacere, ma il Presidente della Giunta della Sardegna dovrebbe chiedere il trasferimento dello stesso Questore che ha offeso la dignità del popolo sardo.

 

Cagliari, 4 novembre 2015

 

Il Segretario Generale della CSS - Dr Giacomo Meloni


IL PUNTO DI VISTA DELLA CSS SULLA RIFORMA DEGLI ENTI LOCALI - D.L.176

 

Questo martedì 1 dicembre 2015 si riuniranno tutti i Sindaci della Sardegna per rinnovare la richiesta della sospensione del processo legislativo del D.L.176 della Giunta Regionale, così’ come licenziato dalla I° Commissione del Consiglio Regionale e l’apertura immediata di un tavolo di confronto con la Giunta e lo stesso Consiglio.

La Confederazione Sindacale Sarda-CSS fa propria questa accorata ed unanime richiesta dei sindaci perché “nel rispetto del principio di leale collaborazione fra enti, siano individuati enti e livelli  amministrativi che garantiscano pari diritti, medesime opportunità ed uguale riconoscimento (costituzionale e di rappresentanza politica) a tutti i territori e a tutti i cittadini della Sardegna”.

La Riforma, così come l’abbiamo potuta leggere nel testo licenziato dalla I° Commissione, non assicura questa parità di diritti ed è un fatto gravissimo che la stessa arrivi in aula alla discussione ed eventuale approvazione del Consiglio Regionale senza che si sia aperto un grande dibattito pubblico e coinvolgimento generale di tutti i protagonisti sociali a partire dai sindaci e dai Consigli comunali, rappresentanti delle nostre comunità, primi soggetti di democrazia partecipata.

La Riforma deve porre al centro i cittadini e la Sardegna, deve fondarsi sulle comunità dei nostri paesi e delle nostre città senza alcuna discriminazione e sottovalutazione del loro peso politico e rilevanza costituzionale.

Le Unioni di Comuni devono sfuggire alla logica predeterminata in base ad ipotesi di regioni storiche e di lobbies di aggregazione con super provincie tirreniche, mediterranee o di città-territoriali allargate di tipo metropolitano che sono alchimie politiche e non razionali definizioni riformatrici secondo lo spirito dei risultati referendari e le innovative tendenze istituzionali che si possono sperimentare con il Federalismo dei Comuni. Le Unioni di Comuni, senza una visione alta di Federalismo Istituzionale, restano al massimo una “modalità di esercizio” di alcune funzioni e l’erogazione di alcuni servizi, solo quando ciò risulti più vantaggioso economicamente e più efficace ed efficiente. Ma l’Unione dei Comuni non possono sostituire i livelli istituzionali politici previsti dalla Costituzione che si devono reggere sul principio di mutualità e collaborazione come sancito dalla Carta Europea delle Autonomie Locali.

La CSS ritiene che, invece, in una logica di Federalismo intero istituzionale, i Comuni ed i loro Consigli Federali possono scegliere a seconda delle strategie territoriali di sviluppo ed i progetti attuativi delle scelte maturate in base alle risorse finanziarie disponibili o da acquisire, partenariati tra Comuni definendo volta per volta, senza complicazioni burocratiche, confini di progetto o di gestione di servizi essenziali e collettivi. Queste opportunità ad aggregarsi dovranno garantire le soluzioni più efficaci, efficienti ed economiche possibili, garantendo la funzionalità dei servizi e dei programmi operativi e finanziari, dando vita a specifici Bilanci Federali concordati e deliberati in fase preventiva e consuntiva dalle Federazioni Territoriali dei Comuni interessati oltreché dal Consiglio Federale e quanto di competenza del Consiglio Regionale.

La CSS è convinta che con l’avvio del processo di integrazione Federale dei comuni della Sardegna

sarà facilitato di conseguenza il processo federale dello Stato e dell’Europa dei Popoli.

 

Questa visione ed impostazione federale esclude la scelta antistorica e pericolosa per la stessa unità e autonomia speciale della Regione  presente nel D.L. della Giunta Regionale, licenziato dalla I° Commissione, di considerare la Città di Cagliari come unica città metropolitana della Sardegna, concentrando su di essa la maggior parte delle funzioni, enti e risorse che appartengono all’intera Sardegna e che, invece, devono essere equamente distribuite sul territorio sardo, rispettando le realtà socio-culturali, amministrative, economico-politico e istituzionali.

Facciamo appello a tutte le forze democratiche perché ci sia un ripensamento ed una modifica di questa inadeguata proposta di Riforma perché la fretta di decidere non costringa in una camicia di forza la nostra isola, che per volare ha bisogno almeno di due ali e di un motore, i cui componenti siano plurali e condivisi, nel rispetto dei valori di identità, equità, fratellanza, democrazia e libertà di cui andiamo fieri.

 

Cagliari,30 novembre 2015

 

Il Segretario Territoriale di Sassari - Vincenzo Monaco

ed Il Segretario Generale della CSS - Dr Giacomo Meloni

















DOCUMENTO FINALE DELLA SEGRETERIA REGIONALE SARDEGNA

FAILP/ CSS-PT DEL 31 LUGLIO 2015

 

 

I lavori della Segreteria Regionale si sono aperti alle ore 9.45 con la relazione del Segretario Reg.le Mario Abis che ha riferito della riunione della Direzione Nazionale della FAILP-CISAL del 29/7/2015 che aveva come oggetto la Proposta Aziendale sulla Riforma del Recapito.

Il corposo materiale e tutte le schede allegate relative a questa importante riforma -distribuito in copia a tutti i componenti della Segreteria - saranno oggetto di uno specifico approfondimento attraverso gruppi di studio naz.li e regionali coordinati da una apposita Commissione Nazionale, di cui farà parte lo stesso Mario Abis in qualità di Segretario Regionale e di esperto del Settore.

Per questo motivo bene hanno fatto le OO.SS. a rinviare il tutto a metà settembre e sospendere il giudizio sulla Riforma che, invece, l’Azienda voleva approvata entro il 31 luglio 2015, subordinandola alla firma sui nuovi criteri per il pagamento del Premio di Produzione 2016 e alla proposta di assunzione di mille unità scelte tra i ricorrenti vincitori delle cause contro  Poste Italiane.

Il Segretario parte dall’affermazione dell’Azienda, che, nel presentare il nuovo Progetto, dice che  con esso si avvia una vera stagione di rilancio di Poste Italiane.

Alla base di questo Progetto c’è il Recapito a giorni alterni.

Anche se la Sardegna sarà interessata a detta riforma a regime dal 2017, non vi è dubbio però che l’operazione inizierà già dal 2015 con la riduzione delle zone di recapito con un taglio per l’isola di ben 17 zone.

Ma la vera novità del nuovo Progetto sta nella messa in discussione di fatto della titolarità di zona con l’introduzione obbligatoria della contitolarità di area territoriale e l’obbligo della flessibilità operativa con annesso lo  straordinario.

Preoccupa la posizione della CGIL che ha dichiarato da subito di non essere disponibile a barricate a difesa della titolarità di zona del portalettere; come appare molto prudente anche l’affermazione del Segretario Generale della FAILP che  raccomanda di non fare della titolarità di zona un totem; mentre, a parere unanime della nostra Segreteria Regionale, sarebbe auspicabile la costituzione di una Commissione Nazionale, possibilmente unitaria, che studi in modo approfondito questa proposta dell’Azienda in tutti i particolari, compresa la palese contraddizione con la posizione del Governo Renzi, che, in risposta alle osservazioni della Comunità Europea, ha messo a disposizione di Poste Italiane, oltre i 262 milioni per il servizio universale, ulteriori 89 milioni  per correggere la proposta aziendale del recapito a giorni alterni, la cui realizzazione sarà sotto il controllo attento  dell’AGCOM.

Vi è poi il problema degli INIDONEI non solo per il numero abnorme registrato, ma per le nuove regole che l’Azienda intende applicare con questo Progetto in quanto in esso vengono a mancare determinate tutele, come per esempio quella per gli inidonei per causa di lavoro.

Gli interventi dei componenti della Segreteria sono stati numerosi e qualificati a partire dalla necessità di salvaguardare il valore della titolarità di zona del portalettere.

Del resto lo stesso documento aziendale dice con chiarezza: "La conoscenza del territorio è un valore. Il portalettere rimane prioritariamente titolare della zona cui è assegnato".

Si tratta di specificare bene questa affermazione aziendale che sembra attenuata dall’introduzione della “contitolarità di area territoriale”, quando si afferma che “per ragioni di carattere operativo o per necessità di business il Portalettere può essere impiegato  su una zona diversa da quella di cui è titolare all’interno della propria AT”. Occorre perciò determinare meglio l’Area Territoriale che sembrerebbe essere più ampia dell’attuale areola, altrimenti non può essere accettato l’impiego del titolare di zona all’esterno della propria area territoriale senza che vi siano determinate regole certe, pena lo svuotamento totale della stessa titolarità come valore.

La Segreteria è molto scettica su questa nuova Riforma del Recapito, che ha come ricaduta certa ed immediata una ulteriore riduzione delle zone di recapito e del personale applicato, mentre continua ad essere sottostimata la necessità delle scorte. La Segreteria non dimentica le altre numerose proposte di riforma concluse tutte con sonori fallimenti.

La verità è che all’Azienda serviva chiudere l’accordo entro il 31 luglio 2015 per onorare l’appuntamento sulla quotazione in borsa. Ma la fretta è sempre cattiva consigliera, soprattutto quando si tratta di definire un Accordo così importante che coinvolge migliaia di lavoratori.

Ai primi di settembre verificheremo le novità e ci terremo costantemente in contatto con la Segreteria Nazionale a cui faremo pervenire il documento conclusivo  dei nostri lavori

Approvato all’unanimità.

 

Cagliari, 31/7/2015

Per la Segreteria

Il Segretario Regionale FAILP/CSS-PT - Mario Abis


 

Spett.le Servizio SAVI

Assessoradu de sa defensa de s'ambiente

Regione Autonoma de Sardigna

09123 Casteddu

difesa.ambiente@pec.regione.sardegna.it

 

Spett.le Gestione Commissariale

Ex Provincia di Carbonia- Iglesias

Area dei Servizi Ambientali, Ufficio I.P.P.C.

Via Argentaria, 14 - 09016 Iglesias

ambiente.provcarboniaiglesias@legalmail.it

 

 

Oggetto: Osservazioni relative al progetto di “costruzione ed esercizio di un impianto di cogenerazione alimentato a carbone di potenza termica pari a 285 MWt” a Portoscuso (CI), nella zona industriale di Portovesme. da parte della proponente EuralEnergy s.p.a. C.F. 03487990925 del registro delle imprese di Cagliari, con sede in Portoscuso (CI), località Portovesme Cap 09010. Avvio procedura di valutazione di impatto ambientale (v.i.a.) regionale e di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) .

 

 

Il sottoscritto Giacomo Meloni, nato a Cagliari il 1 gennaio 1947, residente in  Monserrato, CAP 09042,  nella Piazza Giuliano 05, in qualità di Segretario Generale della Confederazione Sindacale Sarda-CSS, Sindacato della Nazione Sarda - fondato nel 1985, con sede in Cagliari, CAP 09123, nella Via Roma, 72, in nome della CSS e per suo conto, relativamente al V.I.A ed A.I.A di cui all’oggetto, il progetto prevede la realizzazione e l’esercizio di una centrale termica cogenerativa alimentata a carbone (potenza 285 MWh) e opere connesse,  sottopongo alla vostra attenzione le seguenti osservazioni:

 

A)l’affidabilità imprenditoriale del Gruppo Proponente, il concorso finanziario pubblico alle iniziative ed i margini operativi di Eurallumina.

 

B) il percorso autorizzativi

 

C) i contenuti dello Studio di Impatto Ambientale.

 

 

 

 

A)   Affidabilità del Gruppo Proponente -contributi pubblici – margini operativi di Eurallumina.

Eurallumina in passato, purtroppo ha più volte mancato agli impegni assunti ed in particolare:

-         per limitare le emissioni insopportabili di SO2, ha progettato e realizzato, in parte con risorse pubbliche (Fondi del Piano di Risanamento), l’impianto Sumitomo, senza di fatto ottenere risultati apprezzabili in termini di emissioni (i ricordi sono ancora freschi!);

-         nel 2004/2005, a fronte della minaccia di chiusura dello stabilimento, Eurallumina ha ottenuto dal comune di Portoscuso l’assenso per l’ampliamento del bacino fanghi rossi per ben 14 milioni di mc (non è dato a sapere se c’è stata una quota di contributo pubblico), a fronte dell’impegno di garantire l’attività per almeno 20 anni. Tre anni dopo l’entrata in esercizio del primo lotto di ampliamento ha iniziato la fase di chiusura dell’impianto, disattendendo, fino ad oggi, gli impegni presi circa le misure di compensazione.

Tutto ciò non depone certo a favore dell’affidabilità dell’azienda. Chi ci garantisce che alla prima occasione avversa, la nuova centrale non diventi un impianto energetico a carbone fine a se stesso, cofinanziato dal pubblico, senza ricadute sul territorio (max. 28 occupati previsti)? L’analisi costi-benefici prodotta, per quanto non esaustiva (v. oltre), mette in evidenza che Eurallumina, ai livelli produttivi previsti, si attesterà su un costo di produzione di circa 300 $/t di allumina, contro un costo degli impianti concorrenti dell’ordine di 180-200 $/t ed un costo critico intorno ai 360$/t. Ciò fa presumere che con una variazione di prezzo dell’allumina o di costo di produzione del 16% (60$ su 300), ci si ritrova nelle condizioni del 2009 (chiusura!).

Si chiede di conoscere quali garanzie di ripresa e di continuità produttiva 25-ennale RUSAL è in grado di fornire e quali garanzie di rimborso dei finanziamenti pubblici e di risarcimento alla collettività è pronta ad offrire in caso di disimpegno anticipato.

B)   Percorso autorizzativo.

1) La ripresa produttiva di Eurallumina è subordinata a due condizioni essenziali: la costruzione della nuova centrale e l’ampliamento del bacino fanghi rossi, che come tali costituiscono elementi complementari di un unico processo produttivo (l’impianto di produzione dell’allumina), anche se formalmente in capo a due soggetti differenti, ma controllati dalla stessa Capogruppo RUSAL. Quindi, non pare proceduralmente corretto che la VIA venga svolta per singolo impianto, non considerandone gli effetti cumulativi e sinergici. Si chiede che Rusal presenti e sottoponga a VIA ed AIA il progetto di revamping generale dell’impianto di produzione dell’allumina (stabilimento, centrale e bacino fanghi), in quanto i due impianti sono funzionalmente complementari e sinergici.

E’ pur vero che l’attuale proponente è EuralEnergy, soggetto formalmente diverso da Eurallumina, ma è evidente che entrambe appartengono prevalentemente allo stesso gruppo imprenditoriale (Rusal) ed operano per il conseguimento di un obiettivo comune. Se questo è il presupposto, in subordine a quanto sopra, si chiede che i due procedimenti autorizzativi (centrale e bacino) vengano svolti in parallelo e le autorizzazioni eventuali siano reciprocamente subordinate e condizionate. 

In caso contrario, dovrà essere dimostrata la compatibilità ambientale e soprattutto l’utilità e la sostenibilità economica di questa centrale, quale impianto autonomo.

2)    L’area individuata per ubicare la centrale ricade entro al SIN e quindi deve essere bonificata prima della sua restituzione agli usi legittimi. Il progetto non tratta neppure l’argomento bonifica. Non vorremmo che, mentre a Portoscuso si deve caratterizzare il terreno anche per costruire un’autorimessa, tale vincolo non operasse per un investimento milionario. Si chiede quindi che il procedimento di VIA in corso venga sospeso fino alla conclusione della bonifica (terreni e falda al cui inquinamento Eurallumina ha avuto un ruolo importante!) e svincolo conseguente da parte del Ministero.

C)  Studio di Impatto Ambientale.

Lo Studio di Impatto risulta carente in molte parti e non contiene i requisiti minimi previsto dalla DGR 34/33 del 2012 e dal DM  Ambiente 30.03.2015.

1)     Analisi costi-benefici.

a)  Dal documento mancano gli elementi essenziali per valutare la compatibilità finanziaria ed economica dell’investimento. Si legge che EuralEnergy venderà l’energia elettrica ed il vapore ad Eurallumina, ma non risultano gli elementi essenziali (numeri) per valutare la sostenibilità finanziaria dell’investimento, in parte pubblico:prezzo di vendita dell’energia, costi di investimento e di esercizio (compresa l’incidenza dei certificati CO2 non trascurabile vista la produzione di gas serra emessa, anche se mai quantificata in progetto)). L’impianto di per se non fornisce vantaggi sociali significativi al territorio (28 posti di lavoro) a fronte di un finanziamento di € 20.000.000 solo dal Piano Sulcis. I benefici socio-economici sono legati alla ripresa produttiva di Eurallumina, strettamente dipendente dal bacino fanghi e quindi non attribuibili, se non in parte al presente progetto. Ammettendo che EuralEnergy sia una società di servizio per Eurallumina e quindi operi senza profitti, per valutare l’accettabilità economica di questo impianto si dovrebbe dimostrare che il costo di produzione dell’energia di questa centrale è nettamente inferiore a quello di mercato (attualmente il prezzo zonale medio dell’energia è dell’ordine di circa 45 €/MWh).

b) Dai documenti risulta che il rapporto tra EuraEnergy ed Eurallumina è regolato da un contratto Take or Pay (Prendi o paghi). Al fine di valutare la sostenibilità economica di entrambe le imprese (l’una parzialmente agevolata dal finanziamento pubblico) è necessario che vengano resi pubblici i termini del predetto contratto.

Si chiede che il documento Analisi costi-benefici venga adeguatamente sviluppato con le dovute analisi di cui sopra e con l’addendum del contratto Take or Pay

2)     Alternative di progetto.

Ammesso e non concesso, che la tecnologia scelta sia la migliore, non sono state valutate:

 a) le alternative di sito, interne ed esterne alla proprietà Eurallumina, soprattutto rispetto alle distanze dall’abitato residenziale;

b) le alternative di potenza. Il progetto prevede una centrale da circa 300 Mwt (megawat termici) corrispondenti a circa 50 Mwe (megawat elettrici), senza che ne venga giustificata la potenza. Di questi 50 MWe, oltre a quelli di autoconsumo dell’impianto,circa 30 rappresentano il fabbisogno di Eurallumina (non è precisato se di punta, medio o altro), mentre i rimanenti 15 vengono prelevati da Eurallumina e messi in rete (venduti). Non è chiara la motivazione tecnica di questo sovradimensionamento della centrale di circa il 30% rispetto al fabbisogno elettrico di Eurallumina. Se il dimensionamento partisse dal fabbisogno di vapore (non è mai precisato in progetto) e non da quello elettrico, l’ipotesi di una sua riduzione o di una co-generazione con altro impianto meno oneroso ed impattante (es solare termodinamico) è stata considerata?

c) le alternative di impianto energetico. Sarebbe utile che EuralEnergy ed Eurallumina verificassero la possibilità di ottenere lo stesso risultato economico complessivo attraverso la parziale produzione del fabbisogno energetico attraverso impianti energetici alternativi (es. fotovoltaico, solare termodinamico, eolico), che comportano costi di investimento, di esercizio ed ambientali molto inferiori a quelli della tecnologia prescelta (magari ottimizzando a tal fine superfici libere del bacino fanghi e dell’area industriale) ed integrando eventualmente il fabbisogno energetico con l’acquisto di energia dal mercato,. La scelta della centrale a carbone da 100.000.000 di euro, subito condivisa a tutti i livelli istituzionali, a mal pensare, fa sorgere molti dubbi! Si chiede che la valutazione tecnico-economica di tutte le alternative impiantistiche suggerite, sia prodotta quale elemento essenziale dello Studio di Impatto Ambientale.

3)     Quadro programmatico.

Non viene valutata la coerenza con i seguenti Piani Regionali con cui il progetto può interferire, motivata erroneamente con una affermazione priva di significato “ …perché le attività avvengono nel rispetto della normativa vigente..!!”:

-         Piano EnergeticoAmbientale Regionale della Sardegna, adottato a febbraio 2014, che prevede obiettivi ed azioni diverse da quello precedente, soprattutto in merito all’uso strategico del carbone, conseguenti al piano di chiusura di Carbosulcis. Si segnala che la centrale proposta non rispetta gli obiettivi di Piano in merito alla riduzione della CO2 (v. Qualità dell’aria). Si chiede di dimostrare la coerenza con tale Piano.

-         Piano delle Attività estrattive. Il progetto prevede l’impiego di 3,5-5,0 t/h di calcare prelevato da una cava posta a 1,5 km dall’impianto. Premesso che in tale raggio non esistono cave di calcare (solo un impianto di calce), ne è possibile aprirne di nuove  trattandosi di ambito costiero, il fabbisogno annuo è di poco inferiore a 40.000 t/a, quantitativo che presume un’attività estrattiva consistente e genera un traffico non trascurabile (circa 2000 viaggi/anno andata e ritorno). Si chiede di indicare l’effettiva disponibilità e provenienza del calcare, e gli impatti conseguenti a tale attività estrattiva (se non già autorizzata per tali volumetrie) e dei trasporti.

 

-         Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Speciali. Il progetto prevede una produzione di ceneri di 8 t/h, pari a circa 70.000 t/a per cui questo impianto diventerà il secondo produttore di rifiuti speciali della Sardegna, dopo la centrale Enel di Portovesme. Tutti i documenti progettuali e SIA sfiorano l’argomento, senza fornire indicazioni, limitandosi ad affermare che i rifiuti verranno trasportati “fuori limite di batteria” e/o “smaltiti a norma di legge”. Poiché in Sardegna non esiste una volumetria complessiva di discarica autorizzata per accogliere le ceneri prodotte da questa centrale per la durata presunta dell’impianto, nè tale produzione è prevista dal Piano Regionale, si chiede di specificare la destinazione prevista per le stesse, escludendo che possano essere smaltite nel bacino dei fanghi rossi, per una serie di motivazioni di carattere tecnico e giuridico, che verranno approfondite in sede di VIA di tale impianto. Il progetto evidenzia inoltre la produzione di  32mc/h di eluati di cui non fornisce indicazioni in merito alle caratteristiche e destinazione.

-         Piano dei Trasporti. Stanti le movimentazioni di materiali previste (oltre al calcare ed alle ceneri di cui sopra, circa 360.000 t/a di carbone via mare), si chiede di valutare attentamente la coerenza con questo Piano e gli impatti su questa componente, con particolare riguardo alla gestione portuale.

4)     Quadro Ambientale.

A)   Qualità dell’aria. Lo studio non tiene conto di due importanti documenti regionali quali L’inventario comunale delle emissioni in atmosfera e la Zonizzazione territoriale della qualità dell’aria – 2013.

Se tutte le analisi e valutazioni riportate relative alla nuova centrale sono realistiche, si prende atto che il nuovo impianto rappresenta un miglioramento rispetto alla vecchia centrale. La metodologia adottata però non tiene conto degli effetti cumulativi con tutte le altre sorgenti emissive dell’area industriale, come previsto dalle norme sulla VIA ed in particolar modo dal D.M. Ambiente 30.03.2015. Si chiede quindi che la valutazione della qualità dell’aria tenga conto di tutte le emissioni (non solo di quelle specifiche) previste in caso di riavvio di tutte le fabbriche di Portovesme.

Poiché anche la costruzione del Sumitomo e l’AIA rilasciata all’Eurallumina si basavano su dati emissivi confortanti ed accettabili, spesso (o molto spesso) disattesi dai fatti, tanto da generare gravi situazioni di deterioramento della qualità dell’aria (note all’Amministrazione comunale ed agli enti di controllo), si chiede che gli studi specifici vengano integrati con la simulazione della dispersione degli inquinanti anche in condizioni di malfunzionamento (condizioni emissive più critiche) della centrale e nelle condizioni meteodispersive più critiche rilevate almeno nell’ultimo quinquennio.

Essendo la qualità dell’aria l’elemento più critico sotto l’aspetto sanitario ed ambientale del territorio, affinché tutte le valutazioni fatte possano essere considerate pienamente attendibili, si chiede inoltre che le stesse vengano validate confrontandole con i dati delle centraline per un numero sufficiente di anni sia nel periodo di piena attività industriale (prima del 2009), sia in anni recenti (es.2013).

Un discorso a parte merita l’emissione di CO2, che viene volutamente trascurata in tutti i documenti: non viene quantificata e liquidata con la frase” gestita nell’ambito della disciplina delle quote emissive”, per riconoscendo eufemisticamente che “la tecnologia a carbone è fonte di emissioni non trascurabili (nota: la maggiore fonte!)”.

Assumendo dai dati bibliografici e dal PEARS, per una centrale a carbone, una produzione di CO2 di circa 0,7 Kg//Kwh prodotto, la nuova centrale produrrà quasi 400.000 t/a di CO2, dato assolutamente contrastante con gli obiettivi del PEARS adottato, in una regione in cui la riduzione dei gas ad effetto serra nell’ultimo anno si è ridotta solo del 4,1% (rispetto all’8,2% della media nazionale) ed è la quinta regione italiana con le più alte emissioni di CO2:12.412 migliaia di tonnellate (fonte: EcoWay – Gestione certificati CO2 – Rapporto emissioni 2013-2014). Sulla base di queste considerazioni, si ribadisce la richiesta fatta al punto - 2 Alternative di progetto – relative all’esame approfondito di altre soluzioni impiantistiche, almeno parziali.

B)  Rumore.

a) Lo studio specifico individua n. 9 impianti (apparecchiature) che compongono la centrale le cui emissioni sonore superano i limiti previsti dal Piano comunale, per i quali si rendono necessari particolari interventi di insonorizzazione non previsti e descritti in progetto. Si chiede che il progetto venga integrato con la progettazione di tali opere e la valutazione acustica ripetuta sulla base di tali interventi.

b) Lo studio precisa che in fase di cantiere i limiti di emissione sono rispettati solo per il periodo diurno. Si chiede che, nel caso di realizzazione della centrale, venga posta questa prescrizione operativa.

c) Lo studio, sulla base di misure fatte nel 2002, quando Eurallumina era in attività, sostiene che i limiti assoluti di immissione notturni presso le abitazioni più prossime e la struttura scolastica sono superati, ma ne imputa la causa al traffico veicolare, mentre risulta trascurabile l’apporto della nuova centrale.. Tale ipotesi appare quantomeno sospetta. Si chiede di integrare la valutazione considerando solamente gli apporti di Eurallumina (dati 2002) e della nuova centrale, escludendo il traffico veicolare.

Nota: questo è un tipico caso in cui si rende necessaria la valutazione complessiva di tutti gli impianti in un’unica VIA, come richiesto al punto B1.

C)  Traffico

Considerati:

-         i flussi di traffico veicolare generati dalla centrale per il trasporto del carbone, delle ceneri e del calcare

-         l’incremento di traffico marittimo generato dall’approvigionamento del carbone e la conseguente gestione delle attività portuali

si chiede una puntuale valutazione di tali impatti, anche in funzione del rischio incidentale.

D)  Salute Pubblica

Lo Studio di Impatto liquida con eccessiva superficialità tale componente, nonostante l’impianto ricada in un’area fortemente critica sotto l’aspetto sanitario, trascurando completamente tutti gli studi ed indagini di carattere sanitario, epidemiologico ed ambientale specifiche svolte dall’ISS, dall’ASL, ecc. nel comune di Portoscuso.

Si chiede che la valutazione tenga conto:

-  della criticità specifica del territorio

- degli impatti cumulativi sulle altre componenti che possono interferire con la salute pubblica

- delle conseguenze igienico-sanitarie derivanti anche da eventi accidentali e malfunzionamenti dell’impianto

- sulla base di quanto sopra, venga effettuata una specifica Valutazione di Impatto Sanitario.

Il riavvio di Eurallumina è un fatto importante che deve avvenire nel più breve tempo possibile, ma anche alle migliori condizioni per il territorio, quindi:

-         con un Piano industriale serio, credibile e garantito

-         attraverso un processo corretto, trasparente e condiviso

-         senza generare ulteriori criticità ad un territorio  già pesantemente provato.

E’ quindi interesse generale (di Rusal, del Comune, dei vari Enti interessati e del territorio tutto) che si acceleri il processo autorizzativo

In considerazione della natura, importanza e dimensione del progetto proposto, della criticità ambientale e sanitaria del territorio e della complessità del percorso autorizzativi, nell’interesse comune di tutte le Parti in causa, si suggerisce:

-         ad EuralEnergy S.p.A. di procedere celermente a redigere le integrazioni richieste e chiarire gli aspetti dubbi del progetto e dei suoi Piani operativi

-         agli Enti (Comune in primis) di garantire una corretta procedura ed adeguata pubblicità degli atti e condivisione delle scelte.

A tal fine, stante la particolare situazione di cui sopra, si chiede che , anche in deroga alla procedura normale, le Parti (EuralEnergy ed Enti) si accordino per una ripubblicazione (anche breve) dei documenti aggiornati ed una ripresentazione pubblica del progetto, certi che, nell’economia generale del percorso autorizzativo ciò non rappresenterà una protrazione di tempi, ma il miglior modo per raggiungere l’obiettivo comune.

 

Cagliari, 15 giugno 2015

                                                                                                 Il Segretario Generale della CSS

                                                                                                          Dr Giacomo Meloni

 

 






Comunicato della CSS


pieghevole informativo
LA STRANA DEMOCRAZIA DEL MINISTRO GIANLUCA GALLETTI

GIORNATE DELL'ATTESA

scarica la Relazione del Segretario Giacomo Meloni al 7° Congresso della CSS


GUARDA IL VIDEO DELLA RELAZIONE

GUARDA LA PAGINA DEDICATA AL CONGRESSO CON TUTTE LE INTERVISTE




Servizio andato in onda su RAI 3







scarica lettera invito al 7° Congresso della CSS






scarica lettera adesione e partecipazione




NOTA DEL COMITATO NOSCORIE del 15.01.2015
APPELLO AGLI INTELLETUALI SARDI DI FRANCESCO CASULA
scarica STATUTO COMITATO NOSCORIE




scarica relazione del Prof Francesco Casula

scarica relazione del Prof Giampiero Marras (noto Zampa)



 

                                                                                                                           

ADESIONE DELLA CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA

ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE 2014

 

La Direzione Nazionale della CSS, viste le delibere del Direttivo della CSS/PT (Postelegranonici ), del Direttivo della CSS Lavoratori del Credito, del Direttivo della CSS trasporti, del Coordinamento dei Lavoratori dello Spettacolo e dei lavoratori della Sanità, della Consulta CSS dell’Università e della Scuola, del Coordinamento Territoriale della CSS di Sassari, di Nuoro e di Oristano, del Coordinamento dei Lavoratori dell’Amministrazione Regionale e degli Enti Locali, dei lavoratori   dell’ERSU, del Comitato  dei Garanti, dichiara la piena adesione allo Sciopero Generale del 12 didicembre 2014 per l’intera giornata nelle stesse modalità fissate dalla CGIL Naz.le  che lo ha indetto e  a cui si è associata  la UIL Nazionale.

La Confederazione Sindacale Sarda-CSS condivide gli obiettivi posti alla base della piattaforma della giornata di lotta che ha un valore determinante per riaffermare il lavoro come elemento essenziale del nostro vivere civile, come affermato nella Costituzione Repubblicana e fondamento della dignità delle persone che nel lavoro trovano soddisfazione per i bisogni individuali  e sociali e  per la costruzione della  vita familiare e delle comunità  di riferimento.

Ferma restando l’esigenza di modificare e modernizzare la seconda parte della Costituzione per  armonizzarla con le nuove regole europee e le mutazioni indotte dal progresso tecnologico e giuridico - normativo avvenuto  dal 1948 ai nostri giorni, devono restare fermi  i riferimenti valoriali di fondo che non permetteremo a nessuno di modificare e distruggere.

Nello stesso modo affermiamo che lo Statuto dei Lavoratori (ex Legge 300) va modificato e aggiornato, ma non da chi vuole oggi  minarlo dalle fondamenta e diminuirlo dei diritti che i nostri padri ed i lavoratori insieme alle loro rappresentanze sindacali e sociali hanno conquistato con lotte e sacrifici fino allo stesso sacrificio della vita.

La Confederazione Sindacale Sarda - CSS diffida dei nuovi riformatori che non hanno memoria o fingono di non averne più. Chiediamo loro con fermezza e dignità di rispettare coloro che con sacrificio, anche attraverso lo sciopero - che significa rinunciare ad una giornata del proprio salario - lottano per affermare l’esigenza di estendere a tutti i diritti della Statuto del Lavoratori, anche a chi fin’ora non li ha avuti, come i lavoratori delle imprese con meno di 15 addetti, ai giovani precari e a coloro che sono assoggettati da una miriade di contratti che da 46 presenti oggi si chiede vengano ridotti a cinque.

La Confederazione Sindacale Sarda – CSS sarà in piazza con le proprie bandiere e le bandiere della Sardegna con i quattro mori per chiedere con forza alla Giunta Regionale di avere il coraggio di voltare pagina, di imboccare la strada del vero sviluppo per la Sardegna, di uno sviluppo ecocompatibile, di industrie sane, pulite e leggere che rispettino ambiente, salute e territorio. Di un lavoro che non ci faccia ammalare di tumore perché questo è modernamente possibile se le nostre industrie si dotano dei mezzi per produrre pulito. Si investa da subito nelle bonifiche con cantieri aperti ai disoccupati e cassaintegrati; si rilanci l’agroalimentare collegato con le industrie di trasformazione e di conservazione dei prodotti e col turismo interno e delle coste; si investa nella ricerca  e si dia il segnale che tutti i sardi attendono da anni:

RISORGI SARDEGNA E VAI AVANTI NELLA STRADA DELLA LIBERTA’ E DELL’INDIPENDENZA CONCRETA CHE SIGNIFICA ESSERE PADRONI IN CASA NOSTRA. MERIS IN DOMU NOSTA.

Il Segretario Generale della CSS
Dr Giacomo Meloni

SCARICA QUI - VOLANTINO ADESIONE SCIOPERO GENERALE CSS








La  CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA - CSS - aderisce con convinzione al Sit-in  del 17 ottobre  2014 presso il Tribunale di Cagliari dove si svolge la causa in cui sono coinvolti l'AD e Direttore della Portovesme srl, accusati per aver ritardato o omesso le bonifiche e la messa in sicurezza dei siti inquinati.

Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'ambiente e del territorio della Sardegna e la salute dei sardi che con alte percentuali muoiono di tumore a causa dell'inquinamento industriale e dei poligoni militari di guerra.

E'urgente da parte dei giudici applicare la legge che impone le bonifiche a  coloro  che  inquinano,secondo il principio europeo che chi inquina deve pagare.

La situazione della Sardegna è gravissima dal punto di vista dell'ambiente,se,stando  ai  dati ufficiali, ben 450 mila ettari di territorio sono inquinati.

Occorre una forte mobilitazione di cittadini liberi e onesti per far rispettare la legge.

Noi sardi non ci  meritiamo di morire di inquinamento. I colpevoli devono essere puniti esemplarmente.

Cagliari, 12/10/2014

GIACOMO MELONI Segr.Gen.le CSS





Cagliari 15 ottobre 2014 Al Rappresentante del Governo

Dr. Pasquale Gioffré



La presenza militare in Sardegna, ruolo del Governo, interventi essenziali e improrogabili. Preghiera d’inoltro alla Presidenza e al Consiglio dei Ministri


Egregio dr. Pasquale Gioffré,

accogliendo le sue sollecitazioni di specificare il perché, dal 15 luglio 2011, il 15 di ogni mese ci rivolgiamo alla Rappresentanza del Governo, ci scusiamo innanzitutto per la scarsa chiarezza da Lei rilevata. Fa male constatare che i vari incontri intercorsi in tre anni e i 33 sit in non siano serviti a rendere comprensibili le nostre richieste pur avendo queste riscosso l’attenzione costante dei media sardi e persino dei media internazionali. Ci riesce difficile esplicitare esaustivamente e sinteticamente i nostri obiettivi e proposte, non possiamo che riaffermare la convinzione che i gravi problemi posti dalla presenza militare, ossia dall’Amministrazione Difesa, richiedono una soluzione politica di ampio respiro, è compito precipuo del Governo intervenire per:

*stroncare l’epidemia di tumori e alterazioni genetiche che ha come epicentro i poligoni che gravano sulla Sardegna in misura iniqua;

* dare verità e giustizia alle vittime e agli esposti alla contaminazione dei perenni “giochi di guerra” giocati con munizionamento da guerra;

*ripristinare la legalità nell’isola.

Scusandoci di nuovo per non sapere esplicitare con maggiore chiarezza le nostre richieste ribadiamo:


ESIGIAMO che il Governo assuma le sue responsabilità, l’obbligo di porre fine e riparo al disastro ambientale e sanitario causato dalle devastanti attività militari, adotti con urgenza le misure sintetizzate nello slogan portante dei sit in mensili, l’acronimo

SERRAI (CHIUDERE)


S Sospensione delle attività dei poligoni dove si sono registrate le patologie di guerra;

E Evacuazione dei militari esposti alla contaminazione dei poligoni di Teulada, Decimomanno-Capo Frasca, Quirra

R Ripristino ambientale, bonifica seria e credibile delle aree contaminate a terra e a mare

R Risarcimento alle famiglie degli uccisi, ai malati, agli esposti, Risarcimento al popolo sardo del danno inferto all’isola.

A Annichilimento, ripudio della guerra e delle sue basi illegalmente concentrate in Sardegna in misura iniqua

I Impiego delle risorse a fini di pace.


La nostra determinazione è sorretta dalla forza dell’evidenza. Lo scempio che il comitato Gettiamo le Basi documenta e denuncia ininterrottamente dal 1997 è stato portato in piena luce, almeno nell’area del Pisq, Poligono Interforze Salto di Quirra. La coraggiosa indagine della Procura di Lanusei (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp? http://www.radioradicale.it/scheda/351917/commissione-parlamentare-di-inchiesta )iha confermato in pieno le pluriennali segnalazioni del comitato ed è andata ben oltre documentando anche l’uso “istituzionale” del Pisq come discarica illegale di rifiuti bellici.


Le nostre richieste si fondano nell’esigenza, imprescindibile in uno Stato di Diritto, che il Governo non operi legibus solutus ma sottostia alle norme vigenti, in particolare: art 11, art 32 della Costituzione; legge 898/1976, 104/1990, in applicazione dei principi di eguaglianza ed equità impone al ministro della Difesa l’obbligo di equiparare la Sardegna alle altre Regioni in termini di gravami militari (l’isola sopporta il 60% dell’intero demanio militare dell’Italia); Decreto 36/2009, ha equiparato i poligoni ai teatri di guerra e la popolazione residente nei pressi dei poligoni ai militari inviati nei teatri di guerra, ha rovesciato sull’Amministrazione Difesa l’onere della prova, però è un esempio da manuale dell’italico detto “fatta la legge, fatto l’inganno”; Obbligo di bonifica, imposto persino dai regolamenti Italia-Nato; Protocollo di Rio, “L’assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto per ritardare l’adozione di misure”; Sentenza del Tar Sardegna “L’interesse nazionale CEDE di fronte al superiore interesse pubblico costituito dalla tutela della salute (…)” che ha “il valore dell’assolutezza, ciò significa che va protetta contro ogni iniziativa ostile da chiunque provenga e con la conseguenza che ha anche una valenza incondizionata. Tale tutela comprende le ipotesi in cui i rilievi scientifici non hanno raggiunto una chiara prova di nocività (..) occorre applicare il principio di minimizzazione che costituisce il corollario del principio di precauzione di derivazione comunitaria” (6/10/2011 sentenza di sospensiva all’installazione dei radar); Sentenze di condanna dell’Amministrazione Difesa al risarcimento danni per i colpiti da inquinamento bellico, troppo numerose da citare.


Ricordiamo che nel 2013 l’OMS ha definitivamente demolito il pretesto fuorilegge sempre invocato da Nato, Stati Maggiori, Ministri della Difesa, Governi (http://www.iarc.fr http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2013/pdfs/pr221_E.pdf). OMS e IARC, massime autorità sanitarie a livello internazionale, hanno dimostrato scientificamente, sia l’alta cancerogenicità di primo livello, sia il nesso diretto causa effetto tra patologie e polveri sottili e sottilissime, le nanoparticelle che la dottoressa M. A. Gatti rileva da anni nei tessuti, sia dei militari inviati nei teatri di guerra o in servizio nei poligoni, sia della popolazione e del bestiame che vive nei pressi dei poligoni sardi, dando una solida base scientifica all’intuizione popolare che dal lontano 1999 denuncia la “Sindrome-Golfo-Balcani-Qirra-Teulada” come tutt’uno e parla di strage di Stato.



La Rappresentanza del Governo finora ci ha elargito parole di umana comprensione. Il Governo invece ha risposto sciorinando le bufale delle bonifiche lampo in corso e soprattutto con l’arroganza dei fatti intensificando le iniziative ostili salva poligono e salva inquinamento. Elenchiamo le più recenti:

Decreto Destinazione Italia, noto anche nella penisola come “Salva Quirra”; Legge 1345/2014 popolarmente denominata “Affossa Processi”; Decreto “Ambiente Protetto”, ribattezzato dal popolo italiano “Inquinatore Protetto”; legge “Sblocca Italia” in via di approvazione. L’ultima in ordine di tempo è la rivendicazione del diritto delle Forze Armate di qualsiasi nazionalità di mandare a fuoco la Sardegna, persistere nel mantenere le attività dei bombing test ranges al di fuori di qualsiasi controllo e legge antincendio (ricorso al Tar contro l’imposizione della RAS della normativa antincendio).


Il 29 ottobre si aprirà a Lanusei il processo sui fatti del Poligono Interforze Salto di Quirra. Credibilità e rispetto delle istituzioni dovrebbero imporre al Governo di non replicare lo scandalo ostentato nella fase udienze preliminari: assente come Ministero Ambiente e Ministero Economia, indicati dal Pm come parti lese, platealmente schierato, invece, con l’Avvocatura dello Stato a difesa degli imputati eccellenti, i generali comandanti del Pisq. Oggettivamente il Governo ha rigettato il ruolo di parte offesa, non ha riconosciuto di avere subito un danno ambientale ed erariale. Di fatto ha delegittimato pesantemente il lavoro del procuratore capo di Laanusei, dr D. Fiordalisi. In Italia conosciamo troppo bene la politica di delegittimazione del magistrato "scomodo" e conosciamo, purtroppo, anche le tragiche conseguenze di questa strategia. Pertanto diffidiamo il Governo dal persistere in questa viscida manovra. Trovi il coraggio di dire che non intende porre né fine né rimedio all'avvelenamento della Sardegna e al lento genocidio del suo popolo provocato dalle devastanti attività di guerra e ne tragga le conseguenze. Dica con chiarezza che la Sardegna è un corpo estraneo allo Stato, non è Italia. Altrimenti ritiri il patrocinio dell'Avvocatura di Stato agli imputati, si costituisca parte civile, si attivi per spezzare, adesso e subito, la catena di morte, sofferenza e strangolamento economico che avviluppa l’isola.

Con la speranza di avere reso comprensibili le nostre richieste la preghiamo di volere inoltrarle alla Presidenza e al Consiglio di Ministri.

Distinti saluti.

Comitato sardo Gettiamo le Basi, tel 3467059885, Mariella Cao /Famiglie militari uccisi da tumore, tel 3341421838, Giancarlo Piras / Comitato Amparu (Teulada) 3497851259, Elisa Monni Zedda / Comitato Su Sentidu (Decimomannu) 3334839824



                                                                                        

LA CSS IN PRIMA LINEA A DIFESA DEI LAVORATORI

DELLA MULTISS  E DI TUTTE LE SOCIETA’ IN HOUSE PROVINCIALI

 

La Confederazione Sindacale Sarda – CSS –aveva avvertito per tempo i lavoratori e la Dirigenza della Multiss. Ora,in meno di un mese, le preoccupazioni della CSS si sono rivelate purtroppo talmente realistiche da smentire “ricostruzioni visionarie prive di fondamento” e soprattutto portatrici di tensioni capaci di mettere a rischio il prezioso lavoro fatto dalle parti in causa.

La pesante Cassa Integrazione in Deroga, ancora senza copertura finanziaria, applicata obbligatoriamente ai lavoratori della Multiss, ha duramente superato le preoccupazioni espresse.

Unico merito finora delle scelte aziendali e sindacali è stato quello di aver scongiurato l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Ma la fiducia verso le istituzioni politiche si è completamente invertita e tra i lavoratori regna la più assoluta incertezza.

Ancora una volta i lavoratori stanno risanando anticipatamente con la CIG il bilancio della Multiss che la Provincia di Sassari, pur virtuosa nella chiusura in forte attivo del proprio bilancio consuntivo 2013, non è stata in grado di garantire.

Spiace prendere atto che anche il nostro suggerimento ai lavoratori ed alle rappresentanze sindacali di adottare azioni concordate per l’apertura di una vertenza unica regionale verso le Province e la Regione con l’istituzione di un Comitato Congiunto sia stato disatteso. Le soluzioni per una rapida e positiva conclusione della Vertenza ci sono a patto che:

1.Si apra veramente una vertenza unica regionale;

2.Si riprenda immediatamente il confronto con il Consiglio Regionale, evitando polemiche inutili e smettendo di inseguire strumentalizzazioni di qualche esponente politico;

3.Fissare tempi certi per il rifinanziamento del Fondo Unico per gli Enti Locali, già in approvazione in Consiglio dove si sta discutendo l’assestamento di bilancio.

Occorrono tempi brevi anche perché i problemi finanziari della Multiss, nonostante un rifinanziamento parziale del Fondo, sono pesanti in conseguenza di ricavi formalizzati ma non maturati per difficoltà burocratiche e per gravi ritardi nelle definizioni contrattuali.

Sembra quasi una congiura predeterminata contro la sopravvivenza della Società in House che pure ha raccolto molti consensi positivi per il proprio operato nei tanti incontri avvenuti con i politici ed i beneficiari dei servizi, consensi confermati dai dati storici di bilancio sino al 2013.

In conclusione: il confronto regionale con il Presidente del Consiglio ed i Capigruppo deve realizzarsi immediatamente nel modo più coordinato ed unitario possibile tra i Sindacati e le Società in House che devono incontrarsi operativamente con la Regione per conoscere da subito le bozze di riforma che riguardano la prospettiva di centinaia di lavoratori. Su questa linea la Confederazione Sindacale Sarda si dichiara, ancora una volta, disponibile  nella certezza di una conclusione positiva ed utile per tutti della vertenza di tutte le  società in House Provinciali. 

Distinti saluti                                                                                                    

Cagliari, 05.10.2014

Il Responsabile Sindacale Aziendale CSS della Multiss SpA  Dott. Vincenzo Monaco

Il Segretario Generale della CSS Dott. Giacomo Meloni
















INIZIATIVA A SOSTEGNO DEI FIGLI DEI DETENUTI

 

ANCHE QUEST'ANNO, COME GIA' DA 9 EDIZIONI, IL COMITATO " OLTRE IL CARCERE:LIBERTA' E GIUSTIZIA"

RACCOGLIE MATERIALE E CORREDO SCOLASTICO (ZAINI, QUADERNI, ASTUCCI, PENNE, MATITE, GOMME, COLORI,

CANCELLERIA VARIA) A FAVORE DEI FIGLI DEI DETENUTI.

APPUNTAMENTO MERCOLEDI' 13 AGOSTO 2014 AL GAZEBO DI FRONTE AL CARCERE DI BUONCAMMNINO.

LA  CONFEDERAZIONE  SINDACALE  SARDA SOSTIENE L'INIZIATIVA E FARA' DEL SUO  MEGLIO.BENE  FARANNO  I  PROPRI  ISCRITTI, A CUI E' RIVOLTO QUESTO

APPELLO  A  RECARSI  MERCOLEDI' AL GAZEBO DOVE SARA' RACCOLTO TUTTO IL METERIALE SCOLASTICO PER AIUTARE NELLO STUDIO I FIGLI DEI DETENUTI.

 

LA CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA- CSS SOSTIENE L'INIZIATIVA

 




 

Salvare l’Italia a costo della Sardegna, di Nicolò Migheli

Questo articolo è già stato pubblicato nel sito www.sardegnasoprattutto.it, il 26.06.14.

Raccontano che un contadino disperato perché gli storni gli mangiavano le ciliegie finì col rivolgersi ad un prete perché facesse un esorcismo. Il sacerdote prese un biglietto e scrisse “Deo seo predi Zurru, ministru de Santa Romana Ecclesia e naro a tie o isturru: no ti che papes sa cheresia”, poi invitò il contadino ad appendere il biglietto nel ramo più alto del ciliegio. L’uomo fiducioso eseguì. Lo storno lesse lo scongiuro, intinse il becco in un frutto maturo e vergò la risposta:”Deo seo s’isturru e mi mandigo sa cheresia: afanculu a predi Zurru ministru de Romana Ecclesia!”.

Il linguaggio dello Stato non sarà così diretto e insultante, ma se la riforma costituzionale in discussione al Senato verrà approvata, le richieste dei Sardi faranno simile fine. Non è che negli anni dell’autonomia sia stato molto diverso. I tavoli e i “Ne terremo conto” si sono susseguiti, ma lo statuto regionale, benché inattuato, ha avuto una cornice costituzionale in cui far valere le proprie ragioni. Non sarà più così. Ci sarà una suddivisone perfetta delle materie concorrenti, tra le tante istruzione, ambiente ed energia che torneranno allo Stato.

Le regioni autonome verranno svuotate perché si sta proponendo che gli statuti vengano adeguati in tempi brevi al nuovo quadro costituzionale. Se ciò non avverrà sarà lo Stato a farlo. L’unico statuto che forse non verrà riformato sarà quello della Provincia Autonoma di Bolzano perché figlio degli accordi internazionali sul Sud Tirolo. Per il resto d’Italia è la fine di qualsiasi concezione contrattualistica dei rapporti tra centro e periferia. Un neo centralismo in cui le decisioni verranno prese a Roma. Lo stesso Senato dei Cento, rispecchierà i rapporti di forza demografici e la Sardegna con solo il 2,6% del corpo elettorale è condannata ad un destino di irrilevanza.

Deciderà Roma in funzione delle proprie esigenze e tornaconti. Ad esempio se non volessimo un sistema di rigassificatori non potremmo opporci, quelle infrastrutture potrebbero essere dichiarate di interesse strategico e presidiate dall’esercito. Lo Stato lo ha già fatto con la TAV e con le discariche campane. Le stesse servitù militari potrebbero essere addirittura accresciute, per il medesimo motivo. Così come diventerà impossibile richiedere una Agenzia sarda delle entrate. Benché la Ue riconosca una rappresentanza multilivello, in Italia vi saranno solo decisioni centralizzate. Il discredito della politica, la campagna di stampa sugli sprechi hanno prodotto una delegittimazione delle istituzioni intermedie. Nessuna sorpresa, Renzi nelle sue dichiarazioni programmatiche aveva annunciato quello che si sta realizzando.

Dai giornali importanti giunge un appoggio alle riforme e le regioni autonome, per loro, non hanno più ragione d’essere. La stessa specialità della Sardegna se motivata unicamente con il sacrificio di circa sessantamila giovani nella Prima guerra mondiale è ormai superata, sono trascorsi cento anni. È evidente che i motivi devono essere altri, l’essere nazione differente con lingua propria, il primo su tutti. Benché l’autoconsapevolezza dei Sardi sia cresciuta, il riconoscimento di nazione non è così immediato. In Italia domina la retorica della nazione italiana come unica possibile. Siamo dominati da un monolinguismo paranoico che vive come attentato all’unità qualsiasi altra lingua che non sia l’italiano. Nazione e stato italiano come sinonimi.

Una corrente di pensiero presente anche nell’isola, che inevitabilmente porta alla perfetta fusione come nel 1847. Concezione che non riconosce nessuna validità a forme di autogoverno che non siano emanazione diretta del potere centrale. La riforma costituzionale in discussione determinerà i prossimi decenni, forse l’intero secolo. Un appuntamento storico a cui i parlamentari sardi ed il Consiglio Regionale non potranno sottrarsi. Ancora una volta, soprattutto i parlamentari, dovranno decidere se saranno fedeli ai diritti della loro terra o ai partiti italiani che li hanno eletti. Su questi argomenti però non pare ci sia alcun dibattito, se si eccettua il seminario realizzato dalla Fondazione Sardinia, Sardegnasoprattutto e Carta di Zuri.

Nessuno che si chieda quale idea dobbiamo avere della Sardegna, come ne immaginiamo il futuro, quale istituzioni darsi. A leggere le cronache, sembrerebbe di rivivere quella fine del 1847, quando poche èlite sassaresi e cagliaritane, sull’onda di manifestazioni studentesche e dietro le pressioni di gruppi economici, decisero la perfetta fusione con gli stati di terraferma. Atto compiuto senza neppure convocare gli Stamenti e viziato dalla illegittimità.

Anche ora saremmo noi a salvare l’Italia, rinunciando alle nostre “Venerate istituzioni” come allora ? Ancora una volta ci verrà chiesto il sacrificio come alle mantelline verdi sul Carso? E noi pronti ad obbedire agli ordini? Potremmo farlo, come l’abbiamo già fatto. In fin dei conti non siamo gli eredi del Regnum Sardinae, la piccola Prussia che ha fatto l’unità d’Italia? Se così fosse però, cancelliamo il nome di Giovanni Maria Angioy dalle nostre vie e piazze, dedichiamole a Efisio Pintor Sirigu, noto Pintoreddu, il normalizzatore. Accontentiamoci di prendere a calci l’ultimo inserviente del Senato, come fece Giovanni Siotto Pintor con un commesso del Parlamento Subalpino che non voleva farlo entrare perché vestito in abito tradizionale.

In fin dei conti il comportamento che ci contraddistingue è quello di predi Zurru: scrivere biglietti, inviare petizioni a chi poi le ignorerà. Lo stato-storno farà quel che vorrà e a noi ci resterà solo il lamento. Italia ti ses ismentigada de mama tua Sardigna modesta, cantava un poeta del tardo Ottocento.

 

La Sardegna verso il baratro della Storia: sette punti per riprendere il cammino,

 

 

di Salvatore Cubeddu

Cagliari, 1 luglio 2014

 

Siamo pronti alle scelte che lo stato italiano farà calare sulla Sardegna come conseguenza delle sue riforme?

Non si è sentita una voce in Sardegna – tranne questa nostra (per quel che conta) - che abbia richiesto  almeno’ che i senatori fossero in numero uguale per ciascuna regione (come gli stati negli USA), così come peraltro era scritto nella prima stesura della proposta. Ora è in arrivo il grosso, un senato a composizione differenziata, con tematiche definite e identiche per tutte le regioni, le quali poi dovranno inserirle nei loro successivi statuti. Di fatto, anche per noi varrà l’uniformità istituzionale, la fine della specialità della Sardegna, un regionalismo colorato da un decentramento appena tollerato.

E’ il quarto grande mutamento istituzionale in 167 anni, considerando i due successivi alla prima (l’istituzionalizzazione del regime fascista, 1925) e alla seconda guerra mondiale (la costituzione e lo statuto del 1948), e la fase iniziale del regno d’Italia (1847). La freccia torna indietro, ha ragione chi parla di nuova fusione perfetta.

Difficile trovarsi preparati alla propria morte, subito uno riafferma le ragioni della vita. Difatti il Consiglio regionale nel suo insieme e la Giunta regionale riunita con le altre regioni italiane hanno confermato la specialità ed il valore pattizio del rapporto stato/specialità istituzionali. Ma se il governo denuncia che quella non è ‘vita’, e dichiara superato, inutile e non valido questo approccio? Quale risposta, quale resistenza sarebbe in grado di costringerlo a mutare gli orientamenti? Come difendere le nostre giuste ragioni?

E’ prevedibile che sentiremo quelli che ‘bisognava muoversi prima’, e saranno numerosi tra coloro che niente hanno fatto o che più hanno ostacolato l’innovazione istituzionale. Non è così. Dalla Sardegna sono arrivati al Parlamento tre elaborazioni di un nuovo statuto sardo: di F. Cossiga (2004), PG. Massidda (2008) e di A. Cabras (2010). Il Partito sardo aveva depositato un suo testo in Consiglio regionale già nel 1988. Documenti e nuovi principi sono stati elaborati anche dalle nostre associazioni. Nel 2003 la legge regionale sull’assemblea costituente aveva iniziato il suo percorso nelle commissioni parlamentari, dopo che furono interessati sia Ciampi che Berlusconi. E’ dalla crisi della prima autonomia (1978) che ogni legislatura regionale si propone di riscrivere la carta fondamentale della Sardegna quale strumento più adatto al proprio benessere e come espressione di una nuova consapevolezza identitaria dei Sardi. Questo interesse e questa consapevolezza non sono arrivate ad una definitiva elaborazione collettiva. Né ad una decisione. I grandi partiti politici, di allora e di oggi, hanno promesso volta a volta di ‘sardizzarsi’ – se e quando serviva per fronteggiare ondate sardiste o indipendentiste – ma niente hanno concluso nel produrre un nuova loro identità che li qualificasse come sardi. Come se a Roma loro fossero i più fedeli esponenti dei partiti, non prioritariamente i rappresentanti dei cittadini sardi. ‘Non partiti sardi’, ‘non istituzioni sarde’, quindi.

Ci potrà essere ora?

Fusione perfetta significa che in Sardegna comanda solo lo stato italiano. Che i sardi devono smetterla di pensarsi come  un popolo tra gli altri nel mondo, che possano legittimamente utilizzare le proprie risorse per immaginare e costruire un proprio autonomo futuro. Che in casa nostra l’esercito italiano non avrà più problemi negli ampi territori occupati. Che l’Eni riempirà di cardi le nostre pianure irrigate. Che la Saras andrà avanti con le sue prospezioni nel sottosuolo. Che l’energia per l’Italia farà arrivare l’immondezza da ogni dove. Che …. in Sardegna diverrà possibile continuare a fare ciò che interessa e serve ai forestieri di turno.

Per restare liberi e diventare prosperi non restano risorse. Appunto.    La Sardegna continuerà quale isola lontana dell’Italia, da utilizzare o da abbandonare, o tutt’ e due le cose insieme. Scordiamoci la lingua sarda o di poter decidere sui nostri nuraghi. E’ stato così finora, non senza nostre colpe. Continuerà, in termini peggiorativi. Come già risulta dal decreto-legge 91, del 25 giungo 2014, che innalza la soglia dell’inquinamento dopo il quale è obbligatorio risanare: la sanatoria per chi ha inquinato sfruttandoci.

Ma, ora, che cosa si fa?

Di fronte  alle decisioni romane così veloci (un pregio, questo, tutto da dimostrare) il controllo del nostro tempo rappresenta, invece, per noi, la prima risorsa da difendere. Le riforme economiche che Renzi ha promesso all’Europa niente hanno a che vedere con i diritti dei sardi ad una loro nuova e libera costituzione, ai tempi necessari del loro riunirsi e del loro decidere. Come non possiamo accettare i tempi degli altri così non dobbiamo ridurre su loro richiesta l’ordine del giorno dei nostri diritti e delle nostre responsabilità.

Mentre il presidente del Consiglio e parte della società italiana hanno deciso di intervenire sulla costituzione italiana – di tutti gli italiani -  è nostro interesse difendere in essa tutti gli spazi che ci servono e che ci vengono garantiti dal presente patto costituzionale. La pariteticità regionale della rappresentanza nel senato è la più urgente di queste richieste. L’inviolabilità del presente statuto – legata alla trattativa stato italiano / popolo sardo - è la più importante: essa dovrebbe tagliare fuori la Sardegna dalla grande parte dei mutamenti pensati per il continente. Ogni atto contrario ai nostri diritti ed interessi costituirebbe una decisione unilaterale da parte dello stato, da noi non riconoscibile. Da denunciare di fronte ai tribunali internazionali.

Alcune cose si stanno facendo e altre si possono fare.

1. Dobbiamo, intanto,  conoscere meglio e sostenere le iniziative dei nostri parlamentari sardi.  Per esempio: il senatore Cotti ha fornito - al seminario promosso nelle scorse settimane dalla Fondazione Sardinia, Carta di Zuri e Sardegnasoprattutto - precise informazioni sui lavori della commissione senatoriale; il senatore Uras ha presntato un subemendamento  di salvaguardia dell’attuale Statuto ponendo la nostra specialità sarda come immodificabile senza un reale confronto tra Stato e Regione; informazione e battaglia parlamentare sono elementi essenziali!                                      L’on. Pili ha avviato con Unidos la costituzione di comitati spontanei di opposizione. Se ne vorrebbe sapere di più. Conoscere, giudicare, agire: era la massima dei giovani cattolici utilizzata parecchi decenni orsono. I vari approcci potrebbero completarsi.

2. Proseguendo nel solco intrapreso dalla mozione sulla sovranità del Popolo sardo approvata dal Consiglio regionale  il 24 febbraio 1999, dovrebbe venire ripresa  la mozione n°. 46 (XIV Legislatura) dell’8 marzo 2010 – a firma di CONTU Felice - DEDONI - CUCCU, sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento per la stipula di un nuovo patto costituzionale (così come previsto dall'articolo 51 dello Statuto sardo). Con esso si dichiara conclusa la fase iniziata nel 1847 e si pongono i nuovi termini del rapporto futuro tra la Sardegna e lo Stato italiano (vedi allegato A).

3. Il Consiglio regionale potrà riunirsi in seduta costituente accelerando la formulazione sia dello statuto che della legge statutaria, tenendo conto delle pressioni romane ma senza esserne subalterno. Di fronte al centralismo che avanza, il Consiglio è il più interessato ad avere dalla sua parte il popolo sardo. Definisca velocemente, quindi, le modalità partecipative che ne permettano il protagonismo, degli enti locali, delle associazioni, dei singoli cittadini. Finora, però, non è stata indicata una proposta migliore dell’assemblea costituente del popolo sardo.

4. Importantissimo risulta il ruolo storico dei rappresentanti istituzionali e politici sardi in questa delicatissima fase della nostra storia, identificabile solo in parte con quella degli italiani. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, responsabili delle associazioni di interesse, i leaders delle istituzioni culturali e delle rappresentanze religiose. Tutti sono chiamati a prendere posizione in/per questa Sardegna in pericolo.  Occorre andare oltre la pur doverosa loro consultazione, bisogna rendere tutti attivi e protagonisti.

5. Per ognuno di noi si offre un compito e si apre una responsabilità. L’informazione puntuale, motivata e approfondita è una di queste e potremmo assumerci noi delle responsabilità. Nel solco del positivo esempio di quanto il  Gruppo di intervento giuridico opera nel campo ambientale, potrebbe risultare utile la promozione dell’Osservatorio sardo delle riforme istituzionali.

6. Ma solo i grandi media possono svolgere adeguatamente il ruolo di informazione e approfondimento costante dei termini concreti dell’evolversi delle questioni in campo. Non si può che fare appello al loro senso di appartenenza ed alla deontologia professionale.

7. Il cuore della risposta risiede nella capacità delle forze sociali, economiche e culturali di svolgere un loro compito coordinato, capace di approfondire e nel contempo unificare le tematiche difensive, rivendicative e progettuali che percorrono i paesi e le città sarde.  Potrebbe convocarsi la convenzione dei sardi che, alla luce dell’analsi dell’evolversi della situazione, promuova iniziative, le più varie, che incidano nella difesa e nella promozione dei nostri diritti e responsabilità.

Basta solo richiamarlo: la prima a subire una sconfitta dalla vittoria del neocentralismo statale sarebbe la politica sardista in tutte le sue forme, dal blando autonomismo all’indipendentismo più intransigente, passando per il sovranismo.

Entriamo nell’estate e in molti attendono le meritate vacanze, ma altrettanti tra noi ritengono che al rientro ci si possa trovare con una Sardegna formalmente e sostanzialmente più asservita da decisioni assunte da chi ha fretta e non sa, o non vuole prendere atto, che ci sono attese e questioni che vengono ex antiquo. La questione nazionale sarda tra esse. Per noi, la principale.



23 luglio 2014

Comitato sardo Gettiamo le Basi

 Il Tar Lazio riconosce come causa diretta di patologie la contaminazione da poligono, per la prima volta la Magistratura conferma anche la contaminazione da uranio impoverito.  

 Inoltriamo in allegato il comunicato dell’Osservatorio Militare sulla sentenza storica del TAR Lazio depositata avantieri 21 luglio.
Ricordiamo anche la sentenza della Corte dei Conti di Venezia del 17/7/2001 sul caso Lorenzo Michelini, in servizio di leva nel Poligono Salto di Quirra nel 1976,  ucciso il 8/7/1977 dalla “sindrome di Quirra”, leucemia mieloide acuta, leucosi recidiva. A distanza di 24 anni dalla morte del giovane militare, dopo un lunghissimo calvario di ricorsi e contro ricorsi della famiglia, la Magistratura riconobbe la causa di servizio e sancì“ Lo stretto nesso eziopatologico fra alcuni disagi sofferti in servizio (il frequente contatto con sostanze tossiche solide o disperse nell’aria) e l’insorgenza e repentina evoluzione dell’affezione mortale.(..) la documentazione sanitaria  evidenzia che il giovane militare cominciò ad accusare i primi sintomi della malattia fatale insieme con le affezioni per le quali subì ricovero (..) la sintomatologia non fu adeguatamente analizzata”.

Quanti omicidi dobbiamo ancora contare prima che si ponga fine alla strage e arrivi un minimo di giustizia anche per le popolazioni colpite ed esposte ai veleni dei giochi di morte dei poligoni Salto di Quirra, Teulada, Capo Frasca - Decimomannu?

L’assoluzione senza processo, decisa venerdì 11 luglio dal giudice Clivio del Tribunale di Lanusei, di dodici su venti incriminati dal procuratore Fiordalisi per il disastro di Quirra, assume i contorni del segnale atteso da Stati Maggiori e Governo con il loro codazzo di politicanti isolani per dare il via, ormai senza ritegno, agli investimenti militari, all’intensificarsi di addestramenti e manovre di guerra, al potenziamento dei bombing test ranges per inchiodare la Sardegna al duplice ruolo di vittima e complice delle guerre Nato. L’arroganza e rapidità del giro di vite alla schiavitù militare dell’isola - dettagliato dall'Unione Sarda  di oggi 23/7/2014 “Poligoni, lo Stato rilancia” -  ha anche uno scopo immediato e urgente: bisogna  mettere a disposizione con la massima prodigalità la nostra terra al cliente pagante Israele per aiutarlo nell'atroce genocidio del popolo palestinese, bisogna sostenere il massacro in preparazione in Ucraina! BASTA!

 Comitato sardo Gettiamo le basi: 3467059885;



Il 14/07/2014 16:41, caomar ha scritto:
Grazie a quanti vorranno diffondere
Mariella Cao

15 luglio SIT-IN mensile Cagliari, ore 10, Piazza Carmine fronte sede Rappresentanza del Governo

Processo Quirra: la danza macabra, un passo avanti e due indietro, valium e champagne. Riuscirà la montagna a partorire il topo?

 


Carissimi, mercoledi' 9 luglio alle ore 10 dobbiamo essere moltissimi davanti al Palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari dove terminerà la marcia dei Comitati per consegnare al Presidente della Giunta Regionale on.Francesco Pigliaru il documento sulla Moratoria.STOP a tutti i megaimpianti che non rispettano territorio e ambiente. La Sardegna non deve diventare la Piattaforma energetica dell'Europa per produrre energia per tutti,lasciando in Sardegna scorie e rifiuti. La Confederazione Sindacale Sarda-CSS è tra gli organizzatori della marcia che è partita da Sassari,per poi fare tappa a Macomer/Ottana, a Guspini-Gonnosfanadiga e Vilacidro,a Portoscuso ed infine a Cagliari. Non possiamo mancare. Giacomo Meloni Segr.Gen.le CSS ********************************************************************* Cordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro-Comitati Sardi In Rete 5^ tappa: Cagliari sit-in Viale Trento antistante alla sede della Regione Autonoma della Sardegna. Mercoledi 9 luglio 2014 ore 10 Da nord a sud dell'isola emerge una maggiore comprensione della fragilità dei luoghi della nostra vita, determinando un bisogno di comunità che diventa sempre più calorosa e responsabile.Per questo abbiamo marciato per rivendicare il nostro diritto a decidere il futuro della nostra Terra, contro il degrado del nostro ambiente, lo sperpero delle nostre risorse, l'aggressione alla salute, ai territori e al lavoro.



AUGURI PER LA FESTA DEL GIROTONNO CHE HA INIZIO DOMANI 30 MAGGIO 2014. TUTTO BENE. MA VEDERE TRA I MAIN SPONSOR LA PORTOVESME SRL E’ PROPRIO UN PUGNO IN UN OCCHIO

Come non gioire per una manifestazione così bella e completa come il Girotonno, che anche quest’anno nella sua undicesima edizione per quattro giorni (dal 30 maggio al 2 giugno 2014) registrerà nell’incantevole Carloforte sulla meravigliosa isola di S.Pietro incontri unici internazionali legati alle tradizioni culturali, artistiche ed enogastronomiche, convegni e dibattiti, musica e spettacoli per celebrare l’antica tradizione e la cultura del tonno, storicamente legata al territorio del Sulcis-Iglesiente.

Per un territorio così stremato dalla disoccupazione a causa della crisi di un modello industriale imposto e sbagliato, ormai al tramonto  con pesanti profondi e diffusi strascichi sull’ambiente, al limite del disastro anche in termini di morti e gravi malattie tumorali, la manifestazione del Girotonno è motivo di speranza, rilancio  del turismo per un nuovo sviluppo e dell’occupazione.

MA VEDERE TRA I MAIN SPONSOR LA PORTOVESME SRL E’ PROPRIO UN PUGNO IN UN OCCHIO O, SE VOLETE, RESTANDO NEL TEMA ENOGASTRONOMICO, UN FORTE PUGNO NELLO STOMACO.

I Carlofortini sanno bene quanto la loro fortuna dipenda dall’ambiente e soprattutto dall’aria e dal mare pulito su cui devono impedire con ogni mezzo che vengano rovesciate tonnellate di rifiuti industriali, di cui la Portovesme srl è in gran parte  responsabile.

CAGLIARI, 29/05/2014

 

Il Segretario Generale della CSS

Dr Giacomo Meloni



 

 

Prof. Gianmario Demuro

Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione

Prof. Raffaele Paci

Assessore della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio

Dott. Cristiano Erriu

Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica

Prof. ssa Donatella Emma Ignazia Spano

Assessore della Difesa dell'Ambiente

Dott. Elisabetta Giuseppina Falchi

Assessore dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale

Prof. Francesco Morandi

Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio

Dott. Paolo Giovanni Maninchedda

Assessore dei Lavori Pubblici

Dott.ssa Maria Grazia Piras

Assessore dell'Industria

Dott.ssa Virginia Mura

Assessore del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale

Dott.ssa Claudia Firino

Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport

Dott. Luigi Benedetto Arru

Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Ass. Sociale

Prof. Massimo Deiana

Assessore dei Trasporti

 

La Confederazione Sindacale Sarda – CSS nel salutarvi cordialmente nel vostro ruolo di Assessori Reg.li Vi augura un buon lavoro a favore dei sardi e della Sardegna, che aspettano da voi impegni concreti per la risoluzione dei gravi ed urgenti problemi, primo tra i quali il lavoro.

Occorre progettare un nuovo modello di sviluppo ecocompatibile per la Sardegna che promuova ricchezza e benessere per i sardi che, forti delle loro radici identitarie, devono sapersi confrontare con l’Europa e col Mondo.

Cagliari, 26.03.2014                                                                         
Il Segretario Generale della CSS - Dr Giacomo Meloni



AGLI ORGANI DI STAMPA ED I MEDIA

CAGLIARI, 28/03/2014

La Confederazione Sindacale Sarda e la CSS Territoriale di Sassari, denunciano l’ulteriore atto di spoliazione del patrimonio del sistema Banco di Sardegna, Banca di Sassari, Sardaleasing alla  BPER con il trasferimento della Divisione Consumer, il servizio delle carte di credito che renderanno i correntisti sardi schiavi di oneri ed operatori definitivamente esterni alla Sardegna.  Recenti attribuzioni di gestione di servizi in patrimoni immobiliari acquisiti dai fallimenti aziendali a operatori esterni alla Sardegna, non confermano quel volano che la banca ha sempre garantito con equilibrio nell’attribuire alle aziende sarde specializzate, la gestione di servizi ricadenti nel territorio sardo, soprattutto in periodi di profonda crisi come quella che stiamo vivendo. La evidente dismissione di interessi  e di patrimoni, rappresentano veramente l’ultimo atto di una pesante desertificazione di quella che dalla istituzione è stato il terreno operativo del sistema Banco di Sardegna, Istituto di Credito Pubblico privatizzo in nome della razionalizzazione finanziaria europea e mondiale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti ed in particolar modo la sudditanza alla grande finanza speculativa mondiale e continentale.  La Confederazione Sindacale Sarda fa appello dunque alla Presidenza della Fondazione del Banco di Sardegna, affinché vigili ed agisca nell’interesse del popolo sardo e della sua  autonomia imprenditoriale e finanziaria, ma soprattutto colga l’occasione della verifica della BCE nella sede centrale della BPER per ottenere i crediti delle precedenti cessioni di quote del più importante sistema bancario sardo o la restituzione della titolarità dei pacchetti azionari. E dei patrimoni obbligazionari.

Chiedendo un incontro con  il Presidente della giunta Regionale che non può ignorare questo ultimo atto di spoliazione finanziaria della Sardegna e con la  Presidenza della Fondazione, la CSS è convinta di invertire una spirale che comprime il credito della Sardegna in un meccanismo condizionante per qualsiasi possibile politica di sviluppo economico e sociale.

 

        Per il Coordinamento Territoriale CSS di Sassari – Dr. Vincenzo Monaco

        Il Segretario Generale della Confederazione Sindacale Sarda - Dr Giacomo Meloni



Pro su traballu activu

La Confederazione Sindacale Sarda si avvia sul  cammino della nuova economia e del lavoro nuovo.

Agli amici disoccupati, precari ed ai lavoratori della Sardegna

l'evolversi dei fatti politici, sindacali e sociali in Sardegna in questo momento elettorale, distrae da una sensibile attenzione sul vero problema che riguarda la maggioranza del popolo sardo. Il LAVORO.

Il Segretario generale della CSS Giacomo Meloni ci ha sempre invitato a collaborare per la realizzazione di un convegno sul lavoro e sulla qualità del lavoro necessaria per la Sardegna, e questo invito non cade  nel vuoto. Alla  fine del Cammino sul lavoro (Caminu pro su traballu activu),  un Convegno apporterà un contributo di analisi importante e la sintesi delle proposte che i lavoratori e non avranno affidato ai Comitati territoriali per il Lavoro ed al coordinamento Sardo per il Lavoro.

Si ritiene pertanto fondamentale per il nostro sindacato, incontrare i lavoratori nelle loro realtà di vita e cercare di capire dialogando con loro, problematiche reali e ipotesi di soluzione che la loro e la nostra  esperienza può mettere a disposizione di tutti.

Diventa a questo punto ed in questo momento storico e politico, fondamentale da parte nostra, promuovere un calendario di momenti di incontri per percorrere con i lavoratori, pochi o molti che siano, un percorso di analisi collettiva e di ricerca di proposte che la classe politica e sindacale dovrà tenere nella giusta considerazione.

Anche i pensionati che al lavoro hanno dedicato una vita, non possono sentirsi indifferenti e non partecipativi verso il grave problema  della eccessiva disoccupazione e diffusa desertificazione produttiva che coinvolge in maniera così pesante la Sardegna.

I candidati della politica devono  prestare la massima attenzione ai problemi del lavoro rispetto alle politiche delle alleanze, così come e stato  chiaro il nostro invito rivolto  in diverse occasioni alle forze indipendentiste e sovraniste incontrate.

Proporre un calendario di presenza nelle diverse piazze della Sardegna per confrontarsi con chi ha a cuore la vitalità del lavoro che verrà e che, è nostro compito,  e sarà  sostenuto secondo la nostra visione di Sindacato Sardo dall’impegno volontario degli iscritti e dei simpatizzanti sindacali.

 

Il Comitato Promotore

 Coordinamento territoriale de Tatari

Della Confederazione Sindacale Sarda

 

Bainzu  Piredda   Giuseppe Raimundu Pisanu     Vincent Carl Monaco    Claudio Deligios

Sergio Gambella    Alessandra Ruggiu



On. Claudia Lombardo

Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna

 

On.Pietrino Fois

Presidente III Commissione-Bilancio

 

On.li Capo Gruppo e Consiglieri

del Consiglio Reg.le  della Sardegna

 

 

            Spiace prendere atto che allo scadere di questa legislatura non sia stata presa in considerazione la proposta di riconoscimento della maggiore rappresentatività della Confederazione Sindacale Sarda - CSS, proposta (che si allega in copia) più volte presentata ed illustrata alle SSLL ogni anno all'inizio della discussione della Legge Finanziaria.

La delusione è ancor più grande in quanto la maggior parte dei componenti la III Commissione Bilancio si erano espressi favorevolmente sulla suddetta proposta, impegnandosi a presentarla insieme alla Finanziaria 2013.

La Finanziaria è ora in fase di approvazione, basterebbe confermare l'impegno a suo tempo assunto e dare alla Sardegna ed ai Sardi uno strumento in più di democrazia e di rappresentanza dei lavoratori come ha dimostrato di essere la CSS in tutti questi 29 anni di attività sindacale e di collaborazione attiva ed intelligente alle Istituzioni ed in primo luogo alla Presidenza ed al Consiglio Regionale della Sardegna.

Certi di una vostra attenzione speciale e di un favorevole risultato che solo voi potete assicurare,

porgiamo cordiali saluti.

Cagliari, 28/01/20                   Il Segretario Generale della CSS Dr. Giacomo Meloni

                                              

In allegato nostra proposta del 11/04/2013



IN ONORE DI IGOR

 

Carissime compagne e compagni del Sindacato LAB,

    avremmo voluto essere insieme a voi per commemorare solennemente il compagno IGOR URRUTIKOETXEA BILBAO a cui abbiamo voluto bene come un vero amico e fratello. Egli è stato per noi della Confederazione Sindacale Sarda - CSS un punto di riferimento internazionale solido ed indispensabile per l’impegno comune nella lotta sociale e nazionale dei nostri popoli. La sua presenza costante ai nostri Congressi Nazionali in Sardegna ed il coordinamento intelligente ed attento della PSNSE conferma questo legame forte che IGOR aveva con noi tutti.  Esprimiamo vicinanza affettuosa alla sua compagna e ai parenti di IGOR e a tutti i militanti del LAB, in particolare alla Segretaria Generale Ainhoa Etxaide a cui rinnoviamo tutta la nostra stima e collaborazione.

Oggi è il giorno del dolore ma anche del ringraziamento per aver conosciuto e lavorato insieme ad un compagno e amico fraterno che non dimenticheremo mai.

Muterai i patimenti in gioia,
ti salverai dalla burrasca,
privo di ricchezze.
In un terribile viaggio,
attraverserai il mare,
e venti diversi
si uniranno per farti la guerra.
Chi è libero
niente lo fa prigioniero,
come un uccello
continuerai a volare,
E se urterai contro uno scoglio,
spiegherai le vele
sicuro di trovare il porto.
( poetessa Anna Maria Cherchi
11 gennaio 2014 )

Non potendo  essere presenti alla commemorazione di oggi 18 gennaio 2014, abbiamo affidato a Janluc Morucci l’intervento a nome della Piattaforma dei Sindacati delle Nazioni Senza Stato per sottolineare l’importanza del ruolo e dell’impegno di IGOR a livello internazionale che occorre continuare con lo stesso slancio generoso e intelligente passione.

Cagliari, 18 gennaio 20

                                                 Il Segretario Generale della CSS Dr Giacomo Meloni

 

                              




Auguri in campidanese - Auguri in logudorese - Auguri in Limba sarda unificada - Auguri in italiano

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Auguri in campidanese
"Ocannu sa Cunfederatzioni Sindacali Sarda si fait un¹augúriu ispeciali de saludi e de bona fortuna.
Auguraus a totus is Sardus chi si nd¹istudint totus is fumajolus chi prenant is àiris de velenus e chi is messajus e pastoris torrint meris de is terras po trabballai e prodúsiri in is maneras prus modernas, comenti funti fendi in totu su mundu de oi, ponendi e manigendi is capitalis in agricultura, pastoriu, indústria alimentari e turismu. Auguraus postus nous de trabballu in custu isvilupu cun is arréxinis me in sa terra e su logu nostru ispantosamenti bellu.
Augúrius in sa língua nostra, po chi si fuedhit in sa libbertadi e si imparit me is iscolas, universidadis e crésias, me is comunus e in su cuntzillu regionali.
A fai Paschixedha e Annunou tot¹is annus cun saludi e cun prexu!"

Auguri in logudorese
Oc’annu sa Cunfederatzione Sindacale Salda bos faghet un’auguriu ispeciale chi tenzedas salude, trigu e felicidade.
A tottu sos saldos auguramus chi che siant ghettadas a terra sas turres de sas fabbricas chi fuliant fumos de velenos in sas arias.
Sos pastores si-che leent sos terrinos issoro po los coltivare e produrrere in sas maneras pius modernas comente faghent in tottu su mundu investinde in sos settores de sos massajos, de sos pastores e turisticos.
Auguramus chi bi siant pius postos de tribagliu ligados a custu isviluppu nou chi pertocchet sa terra nostra e s’ambiente galu galanu meda che amus.
Auguramus chi sa limba nostra nadia si faeddet in libeltade e s’imparet in tottu sas iscolas: dae cussas de sos pitzinnos a s’universidade; si podat impreare in creggia, in sos Comunes, in su Cossizzu regionale.
Augurios a tottus. Bona Pasca de Nadale. Bon’annu e Felicidade.

Auguri in Limba sarda unificada
Cust’annu sa Cunfederatzione Sindicale Sarda bos faghet un’auguriu ispetziale pro chi tenezes salude, trigu e felitzidade.
A tottu sos sardos auguramus chi siant derruttas sas turres de sas fabbricas chi ghettant fumos murros in sas agheras.
Sos pastores si-che leent sos terrinos issoro pro los coltivare e produire in sas maneras prus modernas comente faghent in tottu su mundu investinde in sos settores de sos massazos, de sos pastores e turisticos.
Auguramus chi bi siant prus postos de traballu ligados a custu isviluppu nou chi pertocchet sa terra nostra e s’ambiente galu galanu meda che amus.
Auguramus chi sa limba nostra nadia s’alleghet in libertade e s’imparet in tottu sas iscolas: dae cussas de sos minores a s’universidade; si podat impreare in cresia, in sos Comunes, in su Cossizzu rezionale.
Augurios a tottus. Bona Pasca de Nadale. Bon’annu e Felitzidade.

Auguri in italiano
Quest'anno la Confederaizone Sindacale Sarda vi rivolge un augurio speciale di salute benessere e felicità. Auguriamo a tutti i sardi che siano finalmente spente le ciminiere che sprigionano veleno nella atmosfera in modo che contadini e pastori si possano riapropriare delle loro terre per coltivare e produrre con i metodi più moderni cosi come avviane in tutto il mondo moderno, investendo nei settori
agro-pastorale-alimentare e turistico.
Auguriamo nuovi posti di lavoro legati a questo nuovo sviluppo radicato nella nostra terra e nel nostro meraviglioso ambiente.
Auguri nella nostra lingua perchè si parli liberamente e si insegni il sardo nelle scuole e Università nelle chiese, nei comuni e nel Consiglio Regionale.
Auguri a tutti. Buon Natale, buon anno e felicità











Documento di Papa Francesco ai lavoratori

Testo originale del discorso che Papa Francesco aveva preparato per l’incontro di oggi col mondo del lavoro a Cagliari e che ha consegnato al vescovo «come se fossero state dette».

«Cari fratelli e sorelle, vi saluto tutti cordialmente: lavoratori, imprenditori, autorità, famiglie presenti, in particolare l’Arcivescovo di Cagliari, Mons. Arrigo Miglio, e i tre di voi che hanno manifestato i vostri problemi, le vostre attese, le vostre speranze. Questa mia Visita - come dicevate - inizia proprio con voi, che formate il mondo del lavoro. Con questo incontro desidero soprattutto esprimervi la mia vicinanza, specialmente alle situazioni di sofferenza: a tanti giovani disoccupati, alle persone in cassa-integrazione o precarie, agli imprenditori e commercianti che fanno fatica ad andare avanti. È una realtà che conosco bene per l’esperienza avuta in Argentina. Per questo vi dico: ¡coraggio! Dobbiamo affrontare con solidarietà e intelligenza questa sfida storica».

«Vorrei condividere con voi tre punti semplici ma decisivi. Il primo: rimettere al centro la persona e il lavoro. La crisi economica ha una dimensione europea e globale; ma la crisi non è solo economica, è anche etica, spirituale e umana. Alla radice c’è un tradimento del bene comune, sia da parte di singoli che di gruppi di potere. È necessario quindi togliere centralità alla legge del profitto e della rendita e ricollocare al centro la persona e il bene comune. E un fattore molto importante per la dignità della persona è proprio il lavoro; perché ci sia un’autentica promozione della persona va garantito il lavoro. Questo è un compito che appartiene alla società intera, per questo va riconosciuto un grande merito a quegli imprenditori che, nonostante tutto, non hanno smesso di impegnarsi, di investire e di rischiare per garantire occupazione. La cultura del lavoro, in confronto a quella dell’assistenzialismo, implica educazione al lavoro fin da giovani, accompagnamento al lavoro, dignità per ogni attività lavorativa, condivisione del lavoro, eliminazione di ogni lavoro nero. In questa fase, tutta la società, in tutte le sue componenti, faccia ogni sforzo possibile perché il lavoro, che è sorgente di dignità, sia preoccupazione centrale! La vostra condizione insulare poi rende ancora più urgente questo impegno da parte di tutti, soprattutto delle istanze politiche ed economiche».

«Secondo elemento: il Vangelo della speranza. La Sardegna è una terra benedetta da Dio con tante risorse umane e ambientali, ma come nel resto dell’Italia serve nuovo slancio per ripartire. E i cristiani possono e debbono fare la loro parte, portando il loro contributo specifico: la visione evangelica della vita. Ricordo le parole del Papa Benedetto XVI nella sua visita a Cagliari del 2008: occorre »evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile« (Omelia, 7 settembre 2008). I Vescovi della Sardegna sono particolarmente sensibili a queste realtà, specialmente a quella del lavoro. Voi, cari Vescovi, indicate la necessità di un discernimento serio, realistico, ma orientate anche verso un cammino di speranza, come avete scritto nel Messaggio in preparazione a questa Visita. Questo è importante, questa è la risposta giusta! Guardare in faccia la realtà, conoscerla bene, capirla, e cercare insieme delle strade, con il metodo della collaborazione e del dialogo, vivendo la vicinanza per portare speranza. Mai offuscare la speranza! Non confonderla con l’ ottimismo - che dice semplicemente un atteggiamento psicologico - o con altre cose. La speranza è creativa, è capace di creare futuro».

«Cari amici, vi sono particolarmente vicino, mettendo nelle mani del Signore e di Nostra Signora di Bonaria tutte le vostre ansie e preoccupazioni. Il Beato Giovanni Paolo II sottolineava che Gesù «ha lavorato con le proprie mani. Anzi, il suo lavoro, che è stato un vero lavoro fisico, ha occupato la maggior parte della sua vita su questa terra, ed è così entrato nell’opera della redenzione dell’uomo e del mondo» (Discorso ai lavoratori, Terni, 19 marzo 1981). È importante dedicarsi al proprio lavoro con assiduità, dedizione e competenza, è importante avere l’abitudine al lavoro. Auspico che, nella logica della gratuità e della solidarietà, si possa uscire insieme da questa fase negativa, affinché sia assicurato un lavoro sicuro, dignitoso e stabile. Portate il mio saluto alle vostre famiglie, ai bambini, ai giovani, agli anziani. Anch’io vi porto con me, specialmente nella mia preghiera. E imparto di cuore la Benedizione su di voi, sul vostro lavoro e sul vostro impegno sociale».

«Terzo: un lavoro dignitoso per tutti. Una società aperta alla speranza non si chiude in se stessa, nella difesa degli interessi di pochi, ma guarda avanti nella prospettiva del bene comune. E ciò richiede da parte di tutti un forte senso di responsabilità. Non c’è speranza sociale senza un lavoro dignitoso per tutti. Per questo occorre »perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento per tutti« (Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 32)».

«Ho detto lavoro “dignitoso”, e lo sottolineo, perché purtroppo, specialmente quando c’è crisi e il bisogno è forte, aumenta il lavoro disumano, il lavoro-schiavo, il lavoro senza la giusta sicurezza, oppure senza il rispetto del creato, o senza rispetto del riposo, della festa e della famiglia, il lavorare di domenica quando non è necessario. Il lavoro dev’essere coniugato con la custodia del creato, perché questo venga preservato con responsabilità per le generazioni future. Il creato non è merce da sfruttare, ma dono da custodire. L’impegno ecologico stesso è occasione di nuova occupazione nei settori ad esso collegati, come l’energia, la prevenzione e l’abbattimento delle diverse forme di inquinamento, la vigilanza sugli incendi del patrimonio boschivo, e così via. Custodire il creato, custodire l’uomo con un lavoro dignitoso sia impegno di tutti!
Ecologia… e anche ’ecologia umanà!».





Lettera aperta della CSS a Papa Francesco in visita pastorale in Sardegna


 

LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO IN VISITA PASTORALE IN SARDEGNA

A CAGLIARI IL 22 SETTEMBRE 2013

Caro Papa Francesco,

perdona il tono confidenziale di questa nostra lettera, ma tu stesso ci hai incoraggiato a gesti ed espressioni di bontà e tenerezza.

Grazie innanzitutto per aver scelto la nostra città di Cagliari e la Sardegna per venerare e pregare la Madonna di Bonaria e per incontrarci nel tuo pellegrinaggio pastorale.

Troverai una Sardegna piegata dal dramma della disoccupazione e della povertà, ma non una Sardegna sconfitta perché cosciente che gran parte delle sue attuali disgrazie sono dovute al fallimento del vecchio modello di sviluppo con i suoi  poli petroliferi e di chimica di base impattanti sui territori al limite del disastro ambientale ed ora anch’essi in crisi, modello di sviluppo che vorremmo non fosse riproposto sotto altre vesti, magari dipinto di verde come il progetto della Chimica verde che prevede la coltivazione di cardi in almeno 30 mila ettari di terra per produrre energia da biomasse che verrà venduta altrove mentre in Sardegna, già sufficiente energeticamente, resteranno le scorie ed il  rischio di importazione di rifiuti da incenerire da tutto il mondo. O uno sviluppo  propagandato come nuovo, basato su progetti ed esperimenti costosissimi e superati tecnologicamente come quello della lavorazione del carbone importato da altre nazioni da cui dissociare il CO2 che verrebbe pompato a forte pressioni nelle miniere dismesse del Sulcis con possibili fughe ed esplosioni sotterranee.

La Sardegna sembra diventata  terra di nessuno in cui costruire e cementificare in disprezzo dei piani paesaggistici, sperimentare trivellazioni di ogni sorta  alla ricerca di fonti energetiche, piani faraonici di vere e proprie palizzate di pale eoliche in territori di pregio ambientale e perfino tentativi di costruzione delle stesse in mare davanti alle nostre bellissime coste.

Per questo, conoscendo la tua sensibilità verso l’ambiente ed il creato come dono di Dio da preservare e rispettare, ti chiediamo di aiutarci a liberarci da quanti nella nostra amata isola vogliono continuare ad inquinare e distruggere il nostro territorio, producendo disastri ambientali e provocando malattie e morti da tumori per cui la nostra isola è ai primi posti nelle statistiche europee soprattutto per i tumori alle vie respiratorie e allo stomaco con indici altissimi per quanto riguarda le neoplasie infantili.

La nostra isola è da tempo oggetto di incursioni e devastazioni di chi  con la promessa di posti di lavoro e benessere impone con la complicità delle autorità locali modelli di sviluppo incompatibili con la vocazione dei nostri territori ormai da anni sotto il giogo delle servitù militari con i poligoni di morte dove si sperimentano ogni sorta di ordigni di guerra e si uccide con l’uranio impoverito i soldati in servizio e gli ignari pastori delle popolazioni dei paesi vicini ai poligoni.

La Sardegna importa fumi di acciaieria da cui si ricava pochissimo argento ed altri minerali mentre il vero utile consiste nell’importare e lavorare rifiuti industriali pericolosi e talvolta radioattivi da tutto il mondo.

Noi sardi vogliamo uno sviluppo ecosostenibile  della nostra isola rispettoso dell’ambiente basato sull’agroindustria, sull’agroalimentare, sulla pastorizia, sull’acquacultura e la pesca, sui parchi naturali e geominerari, sull’archeologia, sulla ricerca e innovazione e sull’artigianato armonizzato con un turismo moderno delle nostre coste e dei territori dell’interno dell’isola, capace di conservare ed esaltare tutti i valori identitari del nostro popolo a partire dal patrimonio culturale inestimabile della nostra storia e della nostra lingua sarda che vorremmo fosse reintrodotta non solo nei canti e nelle preghiere, ma nella stessa celebrazione della santa messa, come auspicato dai nostri Vescovi nel Concilio Plenario Sardo.

Conosciamo bene i dati drammatici  della disoccupazione specialmente quella giovanile ed i dati della povertà diffusa derivanti in gran parte dalla perdita e dalla mancanza di lavoro, ma questa situazione non è ineluttabile perché da subito ci sarebbe lavoro per almeno altri 30 anni  per migliaia di disoccupati se si aprissero i cantieri per le bonifiche dei territori inquinati, se si riconvertissero le fabbriche di alluminio puntando sul riciclo perché meno energivoro e non inquinante e se si sostenessero  centinaia  di piccole e medie imprese che  attendono un segnale di ripresa e soprattutto di svolta nelle politiche  di sviluppo in Sardegna.

Occorre liberarci dai gioghi che finora ci hanno oppresso. Noi sardi dobbiamo avere maggior coraggio nel saper  vincere  le sfide tra ambiente, occupazione e sviluppo e  puntare in alto, sapendo di poter contare sull’intelligenza, sulla fierezza e generosità del nostro popolo che anche in occasione dei recenti drammatici incendi in vasti territori dell’isola ha dimostrato come la solidarietà può vincere sul disastro e sulla cattiveria umana, ricorrendo all’antica usanza tutta sarda de “sa paradura”, attuata dai pastori, allevatori e contadini di tutta la Sardegna che hanno donato migliaia di quintali di fieno ai pastori di quei territori in difficoltà.

Per questo abbiamo tanto fiducia che la tua venuta a Cagliari e nella nostra bellissima isola, terra di santi e di papi, ci apra il cuore e le menti alla speranza che ancora una volta ci arriva dalla fede in Dio e nella protezione della Madonna di Bonaria patrona massima della Sardegna, isola  meravigliosa che abbiamo avuto in prestito dai nostri antenati e che oggi vorremmo consegnare ai nostri figli e nipoti sempre  più  bella e incontaminata.

Benvenuto tra noi, caro Papa Francesco, pregheremo per Te che ci vorrai benedire con la bontà e tenerezza di Dio e della sua “mama, fiza e isposa” Maria.

Saludi e trigu.

 

CAGLIARI, 22.08.2013                                                          Il Segretario Generale della CSS



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